
Avrebbe sostenuto che fossero delle benedizioni, in realtà con il pollice unto di olio, che diceva essere santificato, ha toccato in più occasioni una donna nelle parti intime. Facendo credere alla vittima che si trattasse di un normale rito. La donna soffre di alcune turbe psichiche.
Oggi a processo a Lugano, l’uomo, in Ticino qualche anno, proviene dall’Asia ed è un frate minore cappuccino. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni lo accusa di tre episodi, che l’uomo ammette solo parzialmente. I fatti sono avvenuti nel Sopraceneri, nel monastero dove viveva il cappuccino e a casa della vittima.
L’uomo sostiene che la donna gli parlasse delle persecuzioni da parte di alcuni diavoli che la palpeggiavano, così lui le avrebbe fatto una preghiera di liberazione da questi demoni. Una sorta di esorcismo, ma che l’uomo nega, non essendo autorizzato a praticarlo.
A giudicarlo sarà una corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Il religioso è difeso dall’avvocato Stefano Pizzola.
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Filippo Suessli
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