
Quella andata in scena ieri allo Swiss Rail Park di Biasca, per Federviti, è stata un’accesa Assemblea annuale. Diversi i fronti caldi, sull’onda di un 2025 con le rese più basse degli ultimi 25 anni e un 2026 iniziato con consumi in calo. A preoccupare, anche – forse soprattutto – le mutate abitudini della clientela.
Variabili di un momento difficile
«È un cambio epocale: l'approccio al vino è mutato in modo molto veloce», esordisce il presidente di Federviti Davide Cadenazzi. «A influire sono diversi aspetti tra cui una maggiore attenzione alla salute e alle finanze nonché questioni legate al gusto».
Variabili che si sommano a scelte che talvolta mancano della necessaria sensibilità rispetto ai prodotti del territorio, lanciando segnali, per Cadenazzi, non più tollerabili. Di qui il lancio oggi di una risoluzione. «In alcune manifestazioni capaci di attirare un folto pubblico manca un protagonista: il vino ticinese. La risoluzione chiede che si possa avere il vino ticinese come prima scelta, il prodotto svizzero come ottima alternativa e il prodotto estero solo come ripiego».
Limiti strutturali e necessità di ricambio
Sfide che arrivano dall’esterno, ma spinte centrifughe muovono la Federazione anche dall’interno. Dopo oltre 2 anni di presidenza Cadenazzi punta a una rivoluzione del comitato cantonale, sempre più confrontato con limiti strutturali e una forte necessità di ricambio. «La figura del presidente di Federviti, così come è adesso, è superata», analizza Cadenazzi. «Una persona sola non può avere tutte le competenze che servono in questo momento. Quindi andare ad attingere esternamente dal comitato può essere una buona opzione. La speranza è che le forze nuove favoriscano il ricambio all'interno della federazione e soprattutto poi nel comitato cantonale quando sarà il momento».
Questioni finanziarie
Insomma, a Federviti soffiano venti di rinnovamento, mentre l’associazione torna a chiudere il 2025 nelle cifre nere dopo diversi anni di perdite. A livello finanziario, a breve verrà anche implementata una semplificazione del prelievo della tassa VitiSwiss, che sarà effettuato direttamente sui pagamenti che ricevono le aziende. Nessuna decisione, per il momento, in merito alla resa per metro quadro. Malgrado la crisi, sarà necessario attendere a inizio giugno.

