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Vini ticinesi sempre più puri
Vini ticinesi sempre più puri
Vini ticinesi sempre più puri
Redazione
7 anni fa
Una ricerca effettuata su 16 merlot nostrani ha riscontrato al massimo due residui di prodotti fitosanitari

Progressi importanti nell'ambito dei residui di prodotti fitosanitari nei vini ticinesi. Una ricerca effettuata su 16 merlot nostrani di dieci aziende locali diverse mostra che nel 70% dei vini analizzati sono stati trovati al massimo due residui. Un netto miglioramento rispetto alla campagna nazionale 2016, nella quale la percentuale era del 7%. Nessuna traccia invece di erbicidi, né di insetticidio o acaricidi, incluso il tanto vituperato glifosato. In 6 vini, ovvero il 37,5%, non c'era inoltre traccia di residui.

La ricerca - presentata oggi in conferenza stampa e portata avanti dall’Interprofessione della vite e del vino dalla Sezione dell’agricoltura, dal Laboratorio cantonale e da Agroscope -  fa parte della strategia messa in atto dai produttori nostrani verso una viticoltura sempre più libera da prodotti fitosanitari. L’opinione pubblica, i consumatori e gli stessi viticoltori sono infatti consapevoli che la strada verso piante sane –imperativo imprescindibile per una produzione di qualità- non può passare attraverso trattamenti inutili all’ambiente.

Presenti alla conferenza stampa Gianni Moresi, presidente IVVT, Andrea Conconi, direttore Ticinowine, Mirto Ferretti per Federviti e Agroscope, Matteo Bernasconi della Sezione dell’agricoltura e Marco Jermini, direttore del Laboratorio cantonale. I tecnici hanno ribadito che l’obiettivo dell’indagine non era quello di avere una fotografia esaustiva della situazione dei vini ticinesi, ma piuttosto testare come le diverse strategie di lotta antiparassitaria, e la gestione delle partite di uva in cantina, possono portare ad una presenza più o meno importante di residui nel vino. Bisogna infatti considerare che cambiare le pratiche di trattamento delle piante è complesso, in primo luogo perché ogni terreno ha caratteristiche proprie e perché ogni anno è diverso in termini climatici. Non può quind esistere un piano standard.

Nonostante le caratteristiche climatiche e il tessuto produttivo ticinese rendano l’obiettivo di una produzione di uva unicamente biologica difficilmente raggiungibile, il lavoro svolto dimostra che produrre vini con pochissimi residui è possibile.

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