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Villa Violetta, tutto da capo
Villa Violetta, tutto da capo
Villa Violetta, tutto da capo
Redazione
10 anni fa
Si è tornati in aula stamani a Locarno per il processo in appello della controversa compravendita della villa di Castagnola

Una villa venduta parzialmente in nero, cinque imputati e una domanda: chi, al momento della stesura del rogito, sapeva di commettere un reato? A dover fornire la risposta, stavolta, la Corte d’appello di Locarno. I fatti sono quelli relativi alla vendita di Villa Violetta. L'oneroso edificio di Castagnola di cui la proprietaria, una decina di anni fa, decise di disfarsi senza però riconoscere all'ex marito la giusta parte. Fu dunque escogitato il trucchetto dei due contratti: uno con un prezzo di vendita inferiore a quello reale, l’altro per il mobilio che in realtà serviva a compensare la differenza con quello che la donna voleva dichiarare all’ex marito.

I 5 imputati sono dunque tornati in aula: l’ex proprietaria dell’immobile, che indica il fiduciario quale mente di tutta l’operazione. Il fiduciario Sandro Guggiari, condannato in prima istanza insieme alla donna per frode fiscale e falsa attestazione; ma che, dal canto suo, si dice estraneo alle trattative legali. L’acquirente, un petroliere inglese condannato per conseguimento fraudolento e presente in aula per la prima volta. E poi il notaio e l’avvocato ed ex deputato Yasar Ravi, che tradusse il contratto in inglese, gli unici due assolti dalla sentenza di prima istanza, ma a loro volta indicati quali responsabili dal fiduciario.

Dinanzi al giudice Giovanna Roggero-Will, hanno ripercorso i fatti di quei primi mesi del 2005. “Io volevo tenere i soldi per me e i miei bambini”, ha ammesso la donna patrocinata dall’avvocato Monica Marazzi. “Fu però il fiduciario, ha continuato, a escogitare lo stratagemma”. Una dichiarazione contestata da Sandro Guggiari, difeso dall’avvocato Fulvio Pelli. Così come l’acquirente, patrocinato dal legale Tuto Rossi, ha ribadito di essere completamente all’oscuro dei risvolti personali di tutta la vicenda.

Una ricostruzione che ha più volte acceso gli animi sia degli avvocati difensori, che si battono ognuno per l’assoluzione del proprio assistito, sia della pubblica accusa. “Punto ad ottenere la condanna per tutti gli imputati nonché ad aggravarne le pene” ha messo subito in chiaro il procuratore Arturo Garzoni.

La requisitoria è attesa per domani.

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