
Prosegue a Locarno il dibattimento in appello sulla controversa compravendita dell’onerosa villa Castagnola. All’indomani della richiesta di condanna per tutti e cinque gli imputati da parte della pubblica accusa, oggi la palla è passata agli avvocati difensori che dinanzi alla Corte presieduta dal giudice Giovanna Roggero-Will hanno nuovamente chiesto l’assoluzione dei loro assistiti.
Tutti i legali hanno man mano smontato l’atto d’accusa del procuratore pubblico Arturo Garzoni, definendolo “confuso”, “basato su congetture”, “incapace di legittimare le ipotesi di reato” – falsità in documenti; istigazione; frode fiscale; complicità in amministrazione infedele e conseguimento fraudolento.
Un lavoro cominciato ieri dall’avvocato Monica Marazzi in difesa della venditrice, la zurighese che una decina d’anni fa decise di disfarsi della villa senza riconoscere la giusta parte del ricavo all’ex marito e avviando così lo stratagemma dei due contratti, uno per l'immobile, l'altro per il mobilio.
“Il mio cliente, il fiduciario Sandro Guggiari", ha tuonato in sua difesa l’avvocato Fulvio Pelli, "era estraneo alle trattative legali, affidate ai suoi soci: l’avvocato ed ex deputato Yasar Ravi ed il notaio”.
Totalmente opposto il quadro presentato dai loro rispettivi legali Luigi Mattei e Mario Molo. “Yasar Ravi", ha detto Mattei, "ha soltanto tradotto i contratti in inglese”. “Non ci sono prove, ha continuato, che fosse consapevole del raggiro”. Anche l’avvocato Mario Molo ritiene che il notaio sia caduto ingiustamente in trappola poiché totalmente ignaro dell’esistenza di un secondo contratto.
Domani la parola passerà invece all’avvocato Tuto Rossi in difesa dell’acquirente, il facoltoso petroliere britannico.
Maggiori dettagli nel video allegato.
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