
Era inevitabile che quanto avvenuto al parco di Villa Saroli nella notte di venerdì facesse sorgere alcuni quesiti: il primo, il più scontato, su quanto fosse proporzionato l’intervento della polizia con l’utilizzo di proiettili di gomma. Gli interrogativi però riguardano anche un altro tema, quello dei luoghi di aggregazione per i giovani.
In un’interrogazione firmata dai consiglieri comunali Raoul Ghisletta, Edoardo Cappelletti, Mattea David, Aurelio Sagenti viene citato un articolo de LaRegione, in cui la festa (non autorizzata) di venerdì, chiamata ‘Salotto sonoro lampo’ e a cui hanno partecipato oltre cento persone, viene definita “un canale spontaneo per incontrarsi, soprattutto per i giovani che a Lugano si sono ritrovati senza un punto di aggregazione, dall’ex Macello al Morel”.
I firmatari chiedono dunque al municipio di Lugano come venga valutata questa mancanza di spazi giovanili di aggregazione, e se sia “disponibile ad un dialogo volto a trovare un’intesa che permetta a gruppi giovanili di organizzare in modo legale eventi aggregativi ricreativi e/o culturali, utilizzando luoghi e strutture pubbliche?”
Viene inoltre chiesta conferma dell’utilizzo di proiettili di gomma da parte della polizia, e in caso affermativo, per quale motivo questo sia avvenuto.
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