Cerca e trova immobili
Ticino
Villa di Davesco-Soragno: non è un abuso
Redazione
11 anni fa
Il Governo risponde a Savoia: "Disboscamento pericoloso per la strada sottostante, ma non in modo significativo"

Aveva suscitato perplessità nel dicembre 2014 la costruzione di una villa a Davesco-Soragno in un’area fuori zona edificabile e sensibile dal punto di vista idrogeologico. A preoccupare erano soprattutto i fatti avvenuti qualche mese prima nella stessa regione, dove una colata di fango aveva invaso la strada e le proprietà di alcuni privati.

Memore dei fatti, Sergio Savoia in qualità di portavoce dei Verdi, aveva quindi sottoposto in dicembre un’interrogazione al Consiglio di Stato ricordando che la villa era soggetto di polemiche anche per via dell’importante disboscamento provocato. Un fatto preoccupante data la sensibilità della zona dal punto di vista della stabilità del pendio, che avrebbe potuto portare al ripetersi di incidenti.Il 20 maggio 2015 il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione sottoposta dal deputato.

Il Consiglio di Stato informa che la domanda di costruzione presentata dal proprietario nel 2013, sarebbe stata accettata in quanto si trattava di una variante in corso d’opera e che per questo motivo, il Municipio avrebbe concesso l’abitabilità nella villa nel marzo 2014. Il tutto sarebbe avvenuto a seguito delle autorizzazioni erogate alla fine degli anni ’80.

Infatti l’approvazione delle autorità si basava sul precedente ed eccezionale permesso di costruzione dato dal Cantone nel 1987 e l'edificio era in fase di riattazione dal 2010, anno in cui il Dipartimento del Territorio e il Municipio di Lugano si erano detti favorevoli alla demolizione della vecchia masseria e all’edificazione di un nuovo stabile.

Tuttavia, se le modifiche in corso dal 2014 sono state operate nella legalità, sarebbero state commesse alcune infrazioni concernenti la modifica della zona boschiva limitrofa. In particolare viene fatto riferimento al taglio illegale, nel 2012, di 31 alberi e al deposito di materiale terroso nella zona boschiva.

Queste operazioni, afferma il Consiglio di Stato, hanno effettivamente causato dei dissesti che, seppur limitati, in un’area forestale resa più a rischio dall’assenza del bosco, “costituiscono un pericolo per la sottostante strada cantonale.”

Malgrado quest’ultima affermazione, la perizia della Sezione forestale sembra comunque scongiurare quanto temuto da Savoia e ritiene che non vi siano le premesse per scivolamenti di terreno di “entità significativa capaci di mobilizzare grandi quantità di terreno”. Rispondendo alle interrogazioni del deputato quindi, il Consiglio di Stato conclude affermando di non prevedere particolari interventi per la messa in sicurezza della strada.

Quanto alle sanzioni previste nei confronti del proprietario, il Consiglio di Stato informa i Verdi che questi è stato costretto a piantumare la zona da lui disboscata ed è stato sanzionato secondo quanto prescritto dalla legislazione forestale, potendo così d’ora in avanti abitare nella piena legalità e sicurezza nella nuova abitazione. 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata