
Dopo la mozione interpartitica comunale ecco l'interrogazione parlamentare. L'obiettivo degli interroganti, i deputati PPD Fiorenzo Dadò e Giorgio Fonio, è quello di salvare Villa Camponovo dalle ruspe e, più in generale, introdurre delle misure per salvaguardare il patrimonio architettonico chiassese.
Di seguito il testo integrale:
"Sta destando molta meraviglia e anche profonda indignazione la domanda preliminare depositata per la demolizione della Villa Camponovo in Via Dante Alighieri 12 a Chiasso e per la sua sostituzione con una palazzina con 24 appartamenti. Tutti sanno che Villa Camponovo è una costruzione di grande pregio immersa in un vasto giardino. Essa è testimonianza del periodo più fulgido della storia della nostra città, quando cioè grazie all’avvento della ferrovia del Gottardo che favorì, con altri fattori concomitanti, la creazione di una nuova economia di frontiera e il crearsi di una ricca borghesia laboriosa, nacque e si sviluppò quasi dal nulla una fiorente cittadina. Questo per la memoria storica.
Per quanto concerne invece il valore architettonico, piace ricordare che si tratta di un tipico e per fortuna anche a Chiasso non unico, edificio in stile liberty, dove spiccano insieme con l’armonia delle forme compositive la grande coerenza tra architettura e caratteristiche del sito. Tanto che è lecito affermare che si tratta di un’applicazione “ante litteram” del principio recentemente iscritto nella Legge sullo sviluppo territoriale, secondo cui, per tutelare e valorizzare il paesaggio, occorre che ogni edificio si inserisca nel contesto territoriale in modo “ordinato e armonioso”. Non c’è dubbio, nel caso che qui ci preoccupa che questo principio è declinato in modo esemplare!
Si riscontra, poi, coerenza anche tra il linguaggio architettonico e l’uso dei materiali edili, così come tra esterno ed interno dell’edificio. Si tratta indubbiamente di un’opera alla quale hanno dedicato capacità professionale e amore per il lavoro ben fatto non solo l’architetto che l’ha concepita, ma anche numerosi artigiani. Sarebbe pertanto un atto sacrilego abbandonare il risultato felice di tante conoscenze tecniche ed artistiche alla demolizione, ossia alla riduzione in cocci con colpi di ruspa bena assestati il prodotto di tanto amore per il territorio.
Consapevoli o meno dei valori qui descritti, ma comunque sensibili all’armonia del loro quadro di vita, molti cittadini e molte cittadine di Chiasso e non solo, alla notizia dello scempio che si vuole perpetrare, si sono giustamente scandalizzati e chiedono che l’autorità comunale e cantonale pongano rimedio ad un tale manifesto errore di pianificazione.
Orbene, quel che non tutti sanno è che la Villa Camponovo, sebbene, apparentemente, non abbia ancora ricevuto nessun apprezzamento da parte del Cantone, lo ha invece, ricevuto dal Consiglio federale il quale, mediante l’ISOS, ossia l’Inventario federale degli insediamenti da proteggere, ha decretato la necessità di una sua protezione non generica, bensì specifica e puntuale.
Orbene, se è ben vero che l’ISOS non è imponibile immediatamente ai privati, è altrettanto vero che il Tribunale Federale in una sentenza del 2018 concernente un terreno edificabile di Lugano, ha affermato che l’ISOS può validamente essere invocato quale base scientifica sulla quale poggiare le decisioni in merito alla valutazione dell’inserimento “ordinato e armonioso” nel territorio.
È dunque pacifico che Comune e Cantone, nell’esame della domanda di costruzione non possono prescindere da prendere in considerazione quanto afferma l’ISOS.
Visto quanto precede:
• richiamato il messaggio etico e politico insito nel la Dichiarazione di Davos, proposta del Consigliere Federale Alain Berset e firmata dai ministri della cultura di ben 23 nazioni europee;• invocati in particolare gli articoli 6 e da 41 a 43 della legge sui beni culturali;
I firmatari della presente interrogazione chiedono:
1. Corrisponde al vero che Villa Camponovo in via Dante Alighieri 12 a Chiasso, nonostante l’ISOS la designi come oggetto particolare da conservare integralmente, non figuri quale bene cantonale protetto nell’inventario cantonale dei beni culturali? Se sì per quali motivi scientifici o pragmatici ne sarebbe esclusa?
2. Villa Camponovo figura nel catasto cantonale dei beni culturali, per lo meno, quale bene da proteggere a livello locale?
3. In caso affermativo, il Cantone ha inviato al Comune di Chiasso il catasto che lo concerne, affinché proceda, secondo l’Art 20 LBC, ad iscriverli nel proprio piano regolatore? In caso affermativo da quando il Municipio di Chiasso è in possesso di tale elenco?
4. Vista la pubblica emozione suscitata dall’intenzione di demolire Villa Camponovo, il Consiglio di Stato è pronto a applicare le misure provvisionali di cui all’Art. 17 LBC, onde permetterne la protezione sicura e duratura?
5. Non crede il Consiglio di Stato che per evitare il ripetersi di situazioni d’emergenza come quella che ci sta occupando, per evitare possibili fughe in avanti e per avere la tranquillità necessaria per un’oculata tutela dei beni culturali immobili di Chiasso, sia necessario emanare tempestivamente un’apposita Zona di pianificazione?"
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