
Un aumento di prezzo da 40 a 100 franchi per la vignetta autostradale. Questo uno dei temi scottanti sui quali i cittadini elvetici sono chiamati a votare il prossimo 24 novembre. Si tratta di una modifica di Legge, sostenuta dal Consiglio federale, che ha lo scopo di finanziare, grazie ai proventi ricavati dall’aumento del contrassegno autostradale, la manutenzione e la sistemazione di circa 400 chilometri di strade cantonali che entreranno a far parte della rete delle strade nazionali nel caso di un sì.
Alla vigilia della votazione abbiamo fatto una panoramica dei prezzi delle reti autostradali in giro per l’Europa. Confrontando i dati del TCS sono tre le modalità di conteggio che si riscontrano nei paesi da noi osservati: gratuito, con pedaggio o con contrassegno autostradale.
I paesi in cui non si deve pagare l’autostrada si trovano prevalentemente nel Centro Europa o nel Nord-Est. Tra di essi troviamo la Germania, i paese del Benelux, la Gran Bretagna, l’Islanda, la Danimarca, la Finlandia, la Svezia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Bielorussia, la Russia, l’Ucraina, l’Albania, la Bosnia e Erzegovina.
Nei paesi soprattutto del Sud in autostrada ci si sposta tramite pedaggio, per esempio in Francia, Italia, Spagna, Croazia, Serbia, Grecia, Macedonia, Norvegia, Polonia e Irlanda. Qui i pedaggi dipendono da paese a paese e variano a seconda delle tratte percorse.
Nei paesi in cui vige invece la vignetta autostradale (i prezzi sono intesi per anno) troviamo una vasta gamma di tariffe, dalla più economica (28 euro in Romania) alla più cara (145 euro in Ungheria). Oltre alla Svizzera, ci sono Austria (82,70 euro), Slovacchia (50 euro), Slovenia (110 euro a partire dal 2014), Ungheria (42'980 HUF pari a circa 145 euro), Bulgaria (34 euro valevole su quasi tutta le rete autostradale), Repubblica Ceca (1500 CZK pari a 68,5 CHF) e Romania (28 euro). Un confronto di prezzi che ci posiziona al secondo posto nella classifica dei conteggi più bassi, dopo la Romania. Scopriremo domenica se risaliremo la classifica o se resteremo il paradiso della convenienza autostradale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

