
Un uomo di 65 anni ha trascorso tre giorni chiuso nella sua baita a 1650 metri d'altezza, sopra Craveggia nella Val Vigezzo, mentre fuori imperversava una bufera di neve. I figli, allarmati che non ricevevano più sue notizie, hanno lanciato l'allarme ma quando il soccorso alpino si è recato alla casetta di legno, lui era già sceso in valle. Una disavventura che si è conclusa a lieto fine per il 65enne vercellese, appassionato di montagna.
Come riporta la Regione del Ticino, l'uomo è sceso a piedi, camminando in un metro e mezzo di neve fresca. "Ho aspettato che il tempo migliorasse" ha raccontata al soccorso alpino l'uomo. "Avevo provviste per una settimana, così mi sono rintanato in casa e ho aspettato che la bufera passasse. Certo non mi sarei mai aspettato così tanta neve". È stata infatti una delle nevicate più intense degli ultimi anni. L'uomo si è poi accorto che due sciatori avevano realizzato una pista non lontano da casa sua e ha quindi deciso di tornare a valle. "Ho camminato nella neve fresca per circa un'ora fino all'impianto di risalita più vicino".
Intanto, dopo i numerosi blackout elettrici causati dalla neve, sabato la situazione è ritornata alla normalità. Bus sostitutivi sono stati inoltre introdotti tra Locarno e Domodossola (via lago) dopo l'interruzione della linea Vigezzina da Camedo. I treni regionali Locarno-Camedo-Locarno circolano regolarmente, mentre la linea della Vigezzina dovrebbe essere ripristinata entro il 2 gennaio.
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