
È una raccolta firme iniziata a maggio dello scorso anno ed è tornata alla ribalta in questi giorni. L'iniziativa si chiama "Per una Svizzera senza i botti dei fuochi d'artificio" e chiede di vietare la vendita e l'uso di fuochi d'artificio rumorosi. La raccolta firme sta andando bene: i promotori hanno già raccolto circa 90mila firme sulle 100mila necessarie ed hanno intenzione di consegnarle entro il 1° agosto, giorno della festa nazionale in cui i fuochi illuminano la serata (il termine scade in realtà il 3 novembre).
Cosa chiede l’iniziativa
L'obiettivo dell'iniziativa è di proteggere le persone, l'ambiente e gli animali mediante una modifica dell'articolo 74 della Costituzione federale (Protezione dell'ambiente). “I petardi significano stress per le persone sensibili ai rumori o per coloro che vogliono trascorrere una serata rilassante all'aria aperta", si legge nelle motivazioni dei promotori. "Gettano nel panico bambini piccoli, animali domestici e animali selvatici, causando inoltre notti insonni. Nelle secche giornate estive, i fuochi d'artificio incontrollati mettono in pericolo la flora e la fauna: gli incendi sono un rischio”. I promotori sostengono inoltre che i lanci incontrollati sarebbero aumentati fino a 30 sere all'anno, a dipendenza della regione di residenza.
I promotori ticinesi
Fra i sostenitori ticinesi c'è anche la Società Protezione Animali di Bellinzona (SPAB), Pro Natura e Ficedula. Emanuele Besomi, presidente SPAB, ci spiega gli argomenti a favore del divieto. "Da anni sensibilizziamo la popolazione nei confronti degli animali per quanto riguarda i botti del primo di agosto. Se prima era limitato alla festa nazionale, negli ultimi anni si sparano botti e razzi per qualsiasi cosa. La popolazione non è pronta e di conseguenza non mette in sicurezza i propri animali. Ci troviamo costantemente a recuperare animali terrorizzati. Quando un animale sente sparare anche un solo colpo, entra in uno stato di panico che lo mette in condizioni disastrose: animali che saltano dal balcone, che si incastrano tra le finestre e si lacerano la pelle pur di scappare".
Parola ai cittadini
L'iniziativa prevede delle eccezioni per gli eventi di importanza sovraregionale, a condizione che le autorità cantonali rilascino "autorizzazioni eccezionali". Ma il tema è uno di quelli che “scoppia”. Se da un lato c’è chi vuole evitare di far soffrire il proprio cane e tutelare l’ambiente, dall’altro c’è chi ritiene che già oggi i fuochi siano limitati per pochi giorni all’anno e vuole godersi lo spettacolo. Ecco dunque le risposte di cittadini incontrati per le vie di Lugano.

