
I giovani PLR bocciano la proposta di vietare gli smartphone alle scuole elementari e alle medie, così come chiesto in una mozione inoltrata dai deputati Giorgio Fonio (PPD), Henrik Bang (PS) e Maristella Polli (PLR). Per il movimento giovanile si tratterebbe di un "chiaro ritorno al passato", hanno spiegato sulle pagine del Corriere del Ticino. Se una controproposta alla mozione "è ancora prematura", nel caso in cui l'oggetto dovesse passare in Gran Consiglio, "ci faremo sentire" assicurano.
"Siamo decisamente contrari perché un simile divieto rappresenta un’imposizione e quindi, come liberali, non ci piace" ha spiegato il presidente Daniele Mazidi al giornale, nonostante la mozione sia stata sottoscritta anche da un'esponente liberale, da cui "ci si aspetterebbe più libertà, non più divieti" ha sottolineato Mazidi.
"Inoltre" ha aggiunto, "va a ledere la libertà individuale, in questo caso degli allievi che non potrebbero più utilizzare il proprio telefonino neppure durante le pause. Insomma, non perché sono giovani che non possono godere della libertà individuale".
Un'affermazione, quest'utlima, che spinge il deputato Giorgio Fonio a portare avanti con ancora più determinazione la mozione: "Questo passaggio mi convince che la direzione presa è quella giusta" scrive su Facebook.
Insomma il dibattito è lanciato.
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