
Il municipale di Coldrerio Franco Crivelli non ci sta. Nel descrivere quanto accaduto nella serata del 25 settembre 2018 al Palapenz di Chiasso, durante la presentazione del nuovo centro federale per richiedenti asilo, il Collettivo R-Esistiamo lo aveva accusato di essere passato "alle vie di fatto contro una ragazza" presente in sala. Una ricostruzione simile, ricordiamo, era stata fatta anche da un inviato del ForumAlternativo (vedi articoli suggeriti).
Ebbene, in una presa di posizione inviata in redazione il capodicastero Sicurezza nega di aver aggredito fisicamente la donna, affermando di aver tentato di strapparle dalle mani un foglio recante "frasi offensive" e di averle quindi solo "sfiorato la giacca".
Di seguito la replica del municipale leghista:
"Egregi signori visto quanto pubblicato lo scorso 8 ottobre chiedo il diritto di dare anche la mia versione dei fatti poiché, a parte i due consiglieri di stato ed il moderatore, sono l’unica persona di cui si dice nome cognome e domicilio (mancavano ancora il numero di scarpe e delle amanti). Questo non mi disturba affatto a patto che si dica la verità. Ma mi chiedo, perché la lista con nomi, cognomi e domicilio dei contestatori allontanati dalla polizia non è stata resa pubblica? Chi mi conosce lo sa già, ma lo scrivo una volta per tutte per chi non mi conoscesse ancora.
Sono fiero di essere spiritualmente discendente di Wilhelm Tell e discendente Crivelli di cui mio bisnonno ha prestato servizio attivo, a favore della Svizzera nella prima Guerra mondiale, mio nonno servizio attivo nella seconda Guerra mondiale, mio padre ha prestato, sempre nell’esercito svizzero quando questo era ancora credibile, il servizio militare dovuto, io ho fatto il mio dovere nell’esercito e pure mio figlio ha servito il suo Paese in divisa. Quindi se qualcuno ha qualcosa da dire sulle varie politiche svizzere (in special modo politica: d’asilo, della difesa militare, sulle armi, appartenenza religiosa, ecc.) lo dica almeno qualcuno che abbia un certo spessore di svizzerità.
Contesto nel modo più deciso possibile che sono passato alle “vie di fatto”. Ho semplicemente tentato, senza riuscirci, di strappare dalle mani della prima disturbatrice il foglio che stava leggendo pieno di fesserie e insulti verso la Svizzera e gli svizzeri DOC. Ma adesso devo andare ad una serata informativa per venire, come fiero svizzero, insultato gratuitamente? Durante il tentativo di strappare il foglio blasfemo ho si toccato gli abiti della contestatrice ma da qui a parlare di “vie di fatto” la strada è ancora lunga. Se la contestatrice ritiene che aver sfiorato la sua giacca, come può succedere quando per esempio si cammina in un supermercato affollato, sia da considerare come “vie di fatto”, chi legge questo testo, veda che credibilità è disposto a dare a questa persona. Se così è capisco perché il fatto di non portare i richiedenti l’asilo a pranzare, per esempio all’hotel Coronado, e servire loro un pasto di tre portate, ma semplicemente servire loro un pasto presso la mensa del centro per richiedenti l’asilo sia da considerare un trattamento da “campo di concentramento”. Poveri diavoli come sono maltrattati!
Per verificare come si sono svolti i fatti, ed io non ho nulla da nascondere, potete chiedere i filmati alla RSI (e pubblicare le foto che mostrano il culmine delle “vie di fatto”) e pure chiedere informazioni al moderatore della serata avv. Luigi Pedrazzini che in quei momenti si è trovato in mezzo tra il sottoscritto e la contestatrice. Che fra questi migranti ci sia anche qualche brava persona non lo nego, ma quale è la percentuale tra buoni e cattivi/approfittatori? Ora i soldi per “ospitare” questa gente provengono dalle tasche dei contribuenti che vivono in Svizzera, e per questo (salvo non tanti casi) devono lavorare e gestire la propria economia familiare in modo da arrivare a fine mese ed avere ancora i soldi per pagare le tasse, e questo esercizio non è sempre scontato. E per quanto facciamo per questi profughi, dove sono pure compresi farabutti ed approfittatori, dobbiamo ancora venire insultati da gente camuffata dietro al Collettivo R-Esistiamo? Che hanno la bocca solo per fare proclami ipocriti? Tra i miei difetti ho pure quello di essere cattolico e, non san Franco, ma tale San Paolo, persona ben conscia della realtà umana, ha detto che chi non vuol lavorare neppure mangi!
Da ultimo a questo disgustoso Collettivo respingo in modo energico il "vergogna" che viene indirizzato agli onesti abitanti della Svizzera insultati perché con i loro soldi mantengono tanti ... e forse anche qualche persona meritevole. Non è che sia particolarmente amico della polizia ma agli agenti presenti alla serata va la mia gratitudine (vera) per il loro operato. Per fortuna che l’intervento verso la prima contestatrice è stato un po’ ritardato così non ho potuto resistere e sono intervenuto balzando perfino agli onori della cronaca di questi giorni (ovvio che questa frase è sarcastica, ma lo scrivo eventualmente che i membri del Collettivo R-Esistiamo non lo capiscano)".
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