
Che un genitore trovi sul telefono del figlio immagini che non dovrebbero esserci, non è così inusuale. Che queste siano rappresentazioni vietate anche dal codice penale, invece, è più preoccupante.
Negli scorsi giorni, riferisce TeleTicino, quasi una decina di genitori di allievi di una scuola media luganese sono stati convocati in polizia, con figli e smartphone al seguito. I ragazzi sono stati interrogati sulla diffusione via whatsapp di alcuni contenuti illegali di carattere pornografico e violento.
Un’inchiesta che purtroppo non è una novità, ha spiegato il magistrato dei minorenni Reto Medici, contattato dai colleghi di TeleTicino. In questo caso il materiale diffuso non è stato prodotto dai ragazzi, ma solamente condiviso. Si tratta di video che circolano da alcuni anni e ciclicamente tornano a interessare gli inquirenti ticinesi.
Trattandosi di materiale vietato, si profilano delle sanzioni per i ragazzi coinvolti. Verosimilmente si arriverà a un ammonimento, ma non è esclusa la confisca dei cellulari, come prevede il codice penale.
Ma quali sono i contenuti vietati per legge? Gli articoli 135 e 197 del codice penale prevedono che non si possano produrre, condividere ma nemmeno possedere i seguenti contenuti: persone o animali che vengono torturati o uccisi; atti sessuali collegati a violenza fisica; bambini nudi che posano in modo provocante; atti sessuali con minorenni; atti sessuali tra persone e animali.
Attenzione, non parliamo solo di video o fotografie, ma anche di disegni, fumetti o scritti. In questo caso è chiaramente fatta salva la produzione artistica.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino
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