
Una gara no. Non ci sono elementi per sostenere che la tragedia di domenica notte a Sementina sia stata provocata da una folle corsa tra due auto: la Megane guidata da Moises Agramonte e l’auto che la seguiva. A bordo di quest’ultima, c’erano due amici delle vittime.Ma di sicuro la causa è stata una folle velocità. Lo si era capito subito dalla dinamica dell’incidente, con l’auto che vola nel vuoto, striscia contro il muro della casa di via Locarno 47 e si schianta capovolta nel giardino sottostante. Un ammasso di lamiere. Morto sul colpo il conducente, di 35 anni, e pochi minuti dopo il passeggero, il ventenne Miguel Escalante. Gli unici testimoni sono i loro due amici.Agli inquirenti hanno raccontato che, secondo la loro stima, la Megane di Agramonte viaggiava in quel tratto di strada tra i 150 e i 180 chilometri all’ora. Il limite, su via Locarno, è di 50. Ma si tratta appunto di una stima, in quanto l’auto che seguiva la Megane non andava veloce. I due ragazzi dicono di aver visto la vettura di Agramonte accelerare, e di sicuro un’auto come quella, con le sospensioni molto elastiche, in un tratto di strada del genere rischia di decollare. Com’è puntualmente successo.Oggi si sono svolti i funerali delle due vittime. Nei prossimi giorni si avranno i risultati degli esami tossicologici dai quali si capirà se oltre alla velocità c’è stato il concorso di alcol o sostanze stupefacenti. La procedura è complessa e richiede tempo in quanto i prelievi sono stati effettuati sulle salme. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Moreno Capella.red.
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