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Viaggi negli Stati Uniti: nessuna cancellazione, ma per il Mondiale...
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Una forte escalation, quella violenta dell'ICE negli Stati Uniti, che accende i dibattiti. Ma come viviamo la situazione noi in Svizzera? Abbiamo deciso dunque di metterci in contatto con alcune agenzie viaggi per capire se i ticinesi sono preoccupati oppure vivono le vicende con più distacco.

Una metà gettonata e al centro dei sogni di viaggio di molte persone. L’escalation di violenza da parte dell’ICE negli Stati Uniti preoccupa i vertici politici e l’opinione pubblica al di fuori dei confini a stelle e strisce. Non è il caso però dei turisti. Ad oggi, i ticinesi, non provano paure o timori per un eventuale viaggio su suolo americano. Da noi contattate 4 agenzie di viaggio ci confermano l’assenza di cancellazioni dell’ultimo minuto. Viaggiare SA ci dice che nessuno, al momento, ha annullato la prenotazione. Dello stesso avviso anche Gateway tour che ci spiega che è forse troppo presto. Anche per Billionair Travel non ha riscontrato nessuna cancellazione dei trasferimenti pasquali ed estivi. Francorosso SA ci segnala che addirittura qualcuno è partito proprio in questi giorni. Una tendenza dunque assente.

Il Mondiale 2026

Molte prenotazioni, ci dicono, sono fissate in estate. Ed è proprio in quel periodo che gli Stati Uniti, insieme a Canada e Messico, ospitano la Coppa del Mondo di calcio. Un grande evento in un clima politico instabile. La Svizzera giocherà tra partite nel girone: due negli Stati Uniti e una in Canada. La preferenza ricade su quest’ultima, come ci spiega Davide Santini di PSSport, agenzia che si occupa del ticketing per le partite del Mondiale: “I ticinesi preferiscono fare una trasferta a Vancouver e poi, nel caso in cui la Svizzera si qualifichi nel girone, seguire anche la partita successiva”. Al momento, ci racconta Santini, la situazione è in fase di stallo e il pienone di prenotazione è un miraggio. “Noi abbiamo organizzato un viaggio negli Stati Uniti da San Francisco a Los Angeles", afferma Santini. "I ticinesi non rispondono. Attualmente abbiamo 7/8 partecipanti rispetto ad un minimo di 12 per effettuare il viaggio. Se non abbiamo, diciamo così, la massa critica, il nostro viaggio verrà totalmente annullato".

"I ticinesi preferiscono il Canada"

Difficile trarre conclusioni. Tanti i fattori, dal poco appeal delle partite, al periodo non idoneo, all’aumento dei prezzi. Il clima di tensione però non aiuta: “Sicuramente qualcuno ci pensa. Questo non è sicuramente il motivo, però vediamo che la gente ci chiede di più la partita in Canada rispetto a quelle negli Stati Uniti”, conclude Santini.