
Salvo clamorosi colpi di scena dell’ultimo minuto, nel corso della prossima seduta di Gran Consiglio il plenum darà il via libera al Messaggio governativo da 15 milioni di franchi per le opere di Pronto intervento nel Malcantone. Negli scorsi giorni, ricordiamo, la Commissione della gestione aveva sottoscritto il relativo rapporto e il Dipartimento del territorio (DT) aveva inviato una lettera ai Comuni del Malcantone e al presidente del Comitato della Conferenza dei sindaci del Malcantone Giovanni Cossi (vedi articoli suggeriti).
Da noi contattato, il relatore commissionale Nicola Pini ha spiegato di aver incontrato i sindaci per rispondere alle numerose critiche avanzate al progetto e per illustrare le raccomandazioni inserite dalla Gestione (puntare sul lavoro notturno, monitorare il traffico parassitario nell’alto Malcantone e procedere con le misure strutturali).
Tutti soddisfatti? Decisamente no. “Il Malcantone ha bisogno di ben altro e non di semplici soluzioni-cerotto – ha spiegato a Ticinonews il sindaco di Monteggio Piero Marchesi – La realizzazione di queste opere durerà complessivamente 3 anni e causerà un inevitabile aumento delle colonne soprattutto sul fondo valle che già oggi è al collasso e un incremento del traffico parassitario nel Medio e Alto Malcantone”.
“Non sono d’accordo con Pini quando parla di ‘ampia adesione’ al progetto - prosegue - Si riferiva a una riunione consultiva con i sindaci del Malcantone, ma da lì a dire che vi sarebbe un ampio sostegno ne passa di acqua sotto i ponti”.
Marchesi tiene inoltre a ribadire come vi siano “12 prese di posizione sotto forma di altrettante Risoluzioni municipali (su un totale di 20 Comuni, ndr)” in cui gli Esecutivi ribadiscono al loro contrarietà al progetto. “I Municipi hanno chiaramente chiesto al Parlamento di bocciare questo progetto perché non è la risposta giusta al problema viario del Malcantone e di concentrarsi piuttosto sulla realizzazione prioritaria della circonvallazione e delle gallerie”.
“Se fossi al posto dei deputati mi chiederei se ha senso investire quasi 15 milioni di Franchi per un progetto osteggiato dai Municipi locali. Il nostro Comune ha scritto al DT e alla Gestione a ottobre per evidenziare le problematiche causate dai lavori notturni di asfaltatura tra Caslano e Ponte Tresa negli ultimi mesi ma senza ricevere una risposta diretta”.
Il sindaco di Monteggio conclude con un appello al Gran Consiglio, senza tuttavia farsi illusioni sull’esito della votazione: “Cari deputati, avete 12 Municipi contrari: tenetene conto. Se poi deciderete comunque di approvare il progetto me ne farò una ragione ma spero di non dover affermare ‘lo avevo detto’...”
Si vocifera infine di un possibile referendum. Marchesi sarà tra i promotori? “No perché sarebbe poco opportuno vista la carica che ricopro a livello comunale, ma sono a conoscenza di un gruppo di persone del Malcantone che si starebbe organizzando in tal senso. Sono certo che se venisse lanciato sarebbero in molti nel Malcantone a correre per sottoscriverlo”.
Settimana prossima, tuttavia, Marchesi non potrà esseri a Palazzo delle Orsoline. Toccherà a un altro malcantonese, il deputato UDC Tiziano Galeazzi, illustrare queste criticità.
“Ne abbiamo discusso all’interno del nostro Gruppo e condividiamo a maggioranza, la presa di posizione di questi 12 Esecutivi comunali. Questi lavori sono dei cerotti che non vanno alla radice del problema. Tanto per fare un esempio, i cantieri lavoreranno sì di notte ma durante il giorno saranno fisicamente presenti, creando caos, intasamento e traffico parassitario" alternativo in tutta la regione.
“Alla base di tutto dovrebbe esserci una pianificazione più elaborata. Tuttavia negli scorsi decenni - e non vogliamo dare la colpa all’attuale direzione del DT - è mancato il coraggio politico di proporre soluzioni realmente incisive, come ad esempio delle gallerie. Ci aspettiamo inoltre una maggior collaborazione da parte italiana per spingere i frontalieri a usare mezzi di trasporto alternativi” cosi come infrastrutture (P&R) in suolo italiano che possano sgravare gli utenti dei veicoli motorizzati, evitando quello che succede da anni, un auto-un passeggero. Dopo tutto i ristorni avrebbero dovuto far fronte anche a opere del genere.
In conclusione, la maggioranza del nostro gruppo non appoggerà il rapporto di Pini in quanto ritiene “illogico risolvere il calvario giornaliero dei malcantonesi con 2 semafori e 2 rotonde allargate”.
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