
Il collasso in Malcantone è dietro l’angolo. Il monito, firmato dal sindaco di Monteggio, è arrivato in questi giorni al Dipartimento del territorio e alla commissione della Gestione, prossima a dare il via libera alle opere del Piano di pronto intervento per il Basso Malcanton: circa 15milioni di franchi per interventi come una nuova fermata della ferrovia FLP, migliorie ad alcune rotonde, semaforizzazione di passaggi a livello strategici. Il problema è che negli scorsi giorni l’asfaltatura tra Caslano e Ponte Tresa, sebbene realizzata in orari serali, ha causato colonne chilometriche. Cosa succederebbe allora nei tre anni di lavori necessari per la realizzazione del Piano di pronto intervento?
TeleTicino ha girato la domanda a Nicola Pini, relatore del Messaggio: "In collaborazione con il Dipartimento del territorio abbiamo commissionato un'ulteriore perizia da esperti ingegneri del traffico di fuori Cantone che hanno confermato la bontà delle misure proposte. Andiamo avanti con queste misure mantenendo però qualche correttivo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei cantieri, che si faccia attenzione al traffico parassitario e poi cominciamo e ragioniamo sulle misure infrastrutturali importanti per aiutare il Malcantone".
Ma neppure le rassicurazioni arrivate dal relatore Nicola Pini, che da mesi si occupa del progetto in commissione della gestione sembrano convincere i sindaci più renitenti come quello di Monteggio Piero Marchesi: "Il Malcantone è pieno di progetti sbagliati avallati preventivamente da perizie. Posso citare il PVP di Lugano, alcuni impianti semaforici - quella di Savosa e di Bioggio che sono stati spenti qualche giorno dopo essere stati messi in funzione - dunque non diamo troppo credito a queste perizie. Il Malcantone ha bisogno di altre risposte e non di cerotti che non daranno una risposta al traffico".
Per osteggiare un Piano sul quale, ormai, si polemizza da anni, gli oppositori sono disposti ad arrivare fino in fondo. Così in basso Malcantone non echeggia soltanto il rumore del traffico: ma anche quello di una parola che in Ticino conosciamo bene: referendum.
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