
Dall'inizio dell'anno, e fino all'omicidio di giovedì scorso, la Polizia comunale di Chiasso era già intervenuta cinque di volte in via Odescalchi per sedare liti e zuffe, seppur di lieve entità. L’anno scorso, invece, gli interventi di questo tipo erano stati una decina.
Lo dichiara sul Giornale del Popolo di oggi il comandante Nicolas Poncini.
Ma secondo il comandante della Polizia di Chiasso "non possiamo certo dire, per giovedì scorso, che si tratta di un fatto annunciato. Gli episodi di violenza erano finora molto rari e non particolarmente gravi.
Poncini spiega infatti che la situazione sociale in quel quartiere non è delle migliori, ma non è neanche fuori controllo. "Disagio e degrado in via Odescalchi sono palpabili all’interno di certi palazzi, ma non siamo nemmeno in una favela sudamericana o in una banlieue parigina dove gli agenti vengono tenuti alla larga. Dobbiamo renderci conto che siamo sempre in Svizzera e la media di delinquenza è comunque sempre bassa rispetto agli esempi vociferati sull’onda dell’emozione. La Polizia dovrà sicuramente aumentare l’attività di controllo dei movimenti di persone, ma i proprietari degli stabili devono imperativamente fare la loro parte.”
La Polizia continuerà quindi a monitorare la zona ma invita a non cedere a allarmismi esasperati. Se il delitto è successo in via Odescalchi è perché la vittima abitava lì, non perché il quartiere in sé è più pericoloso di altre zone della Città. "La presenza in via Odescalchi è regolare, non è mai stato un quartiere dimenticato ma non è mai nemmeno stato un sorvegliato speciale" afferma Poncini. "Dati alla mano, non si impone una presenza maggiore più che in altre parti di Chiasso. Ripeto che si tratta di un quartiere con maggiori presenza di abitanti di tipologie diverse che ne fanno un'area potenzialmente a rischio, ma si tratta di una serie di problemi non solo legati alla sicurezza e che si possono affrontare su piani diversi e congiuntamente."
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