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Chiasso
Via Odescalchi, otto segnalazioni per rumore dal 2023
© Ti-Press / Francesca Agosta (archivio)
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Red. Online
3 ore fa
Il Municipio di Chiasso risponde all’interrogazione di Selma Caselli Verga: la zona è pattugliata più spesso che altrove – Nel 2026 sono state emesse 65 contravvenzioni per il mancato rispetto del divieto di svolta

Dal 2023 al 30 settembre 2026 sono state registrate otto segnalazioni per rumori molesti e disturbo della quiete pubblica in via Odescalchi. Il dato emerge dalla risposta del Municipio di Chiasso all’interrogazione della consigliera comunale Selma Caselli Verga (Lega-UDC-Indipendenti) sul disagio dei residenti legato ai comportamenti di chi frequenta i locali notturni. «Quando la Polizia constata i fatti, spesso gli autori non sono più presenti e non è quindi possibile sanzionarli». Le multe previste dal Regolamento comunale sull’ordine pubblico (ROrP) vanno da 100 a 300 franchi.

Pattugliamenti più frequenti

Il Municipio afferma che la Polizia comunale effettua controlli regolari, anche di sera e di notte, e che il comparto di via Odescalchi è pattugliato con frequenza superiore rispetto ad altre zone, proprio per la presenza di esercizi pubblici con attività notturna. Se la situazione dovesse evolvere, potranno essere valutate ulteriori misure. Il rapporto tra attività notturne e quiete del quartiere era già emerso nel 2019, quando una proposta di punto di ristoro mobile tra via Porta e via Odescalchi aveva sollevato il tema dei possibili disturbi ai residenti.

65 multe per il divieto di svolta

La risposta distingue le segnalazioni per rumore dai controlli della viabilità: nel corso del 2026 sono state emesse 65 contravvenzioni per il mancato rispetto del divieto di svolta. Il Municipio precisa inoltre che per le aree di parcheggio non sono state concesse deroghe e che la videosorveglianza del parcheggio di via Agustoni è funzionante.

Parcheggi privati e pulizia

Per i posteggi privati, le possibilità d’intervento della Polizia sono limitate: proprietari e condomìni possono rivolgersi alla Giudicatura di pace per chiedere un divieto giudiziario. Anche i costi di pulizia, osserva il Municipio, non possono essere attribuiti in modo generalizzato ai locali: occorre poter ricondurre concretamente il disordine a chi ne è responsabile. «I gestori sono stati sensibilizzati sul tema». Gli atti contrari alla pubblica decenza «vengono perseguiti quando sono constatati direttamente o quando vi sono elementi sufficienti per procedere».

Verifiche anche sulla capienza

Il Piano regolatore circoscrive i locali notturni a un’area specifica: in zona residenziale non sono ammessi. Il Municipio aggiunge che le condizioni delle autorizzazioni, in particolare quelle relative alla sicurezza e alla capienza, sono state sottoposte a controlli approfonditi anche alla luce dei fatti di Crans-Montana. Dove necessario, sono stati richiesti adeguamenti.