
A un mese e mezzo dai fatti, le tessere del mosaico di via Odescalchi si stanno lentamente ricomponendo. Una di queste, sicuramente importante in attesa della balistica prevista per il 7 dicembre, si è aggiunta venerdì scorso con l’interrogatorio della moglie della vittima, il 35enne portoghese freddato sotto casa la sera del 8 ottobre scorso.
Un interrogatorio durato alcune ore che ha permesso di far luce su un punto centrale della vicenda, rimasto fino ad oggi inesplorato: come mai la vittima si è messa di mezzo in quella che è stata definita una guerra tra bande rivali, con da una parte il quintetto finito in carcere e dall’altra gli albanesi, tuttora a piede libero.
Ebbene, secondo fonti legate alla difesa, lo avrebbe fatto perché riteneva erroneamente che la moglie e il figlio fossero stati minacciati dal quintetto finito in carcere. A scatenare la reazione del 35enne portoghese dunque sarebbe stato un malinteso che ha avuto il suo epilogo la sera dell’8 ottobre nello scontro a fuoco di Chiasso.
Per tutti i dettagli guarda il servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

