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Ticino
Via libera per i rustici
Redazione
15 anni fa
Il Cantone ha infatti appianato le divergenze con Berna. La soluzione è contenuta in un messaggio presentato dal DT

Dopo 30 anni di polemiche la questione dei rustici in Ticino è vicina ad una svolta. Il Consiglio di Stato ha infatti licenziato un messaggio con cui chiede al Parlamento di accettare la modifica di alcune norme del PUC-PEIP, il piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi relativo ai rustici. Una modifica che in sostanza risponde alle perplessità sollevate da Berna, sfociate in un ricorso da parte dell’ufficio federale dello sviluppo territoriale. "Berna voleva una garanzia che la tutela dei paesaggi in cui sono contenuti questi rustici fosse data. Il messaggio con le nuove norme del PUC è la risposta a questo interrogativo", ha spiegato Moreno Celio, capo della divisione ambiente. Quella con Berna è stata una trattativa lunga e difficile, ha detto ancora Moreno Celio: difficile infatti conciliare il diritto federale - che dal 1980 stabilisce una netta divisione tra zona edificabile e non edificabile - con il territorio ticinese e i suoi numerosi rustici. Le modifiche del PUC ora convincono Berna, ha spiegato il ministro Marco Borradori. Risolto il contenzioso con la Confederazione che chiedeva maggiore tutela del paesaggio attorno ai rustici, ora il Cantone potrà concedere quelle licenze edilizie rimaste a lungo tempo sospese. Ma non tutto, con Berna, è risolto: “Da due anni – ha spiegato il ministro Borradori - abbiamo una settantina di licenze in sospeso. La Confederazione chiede di aspettare prima di rilasciare le licenze che il Parlamento approvi il messaggio. Noi pensiamo che si possa usciere con quelle più urgenti già adesso, considerata la condivisione del contenuto del messaggio. Nella peggiore delle ipotesi Berna farà ricorso. Berna tuttavia verrà informata qualora il Cantone rilascerà anche solo una licenza in sospeso”. Il messaggio presentato stamani contiene anche la richiesta di un credito quadro di 3,2 milioni per la tutela e la valorizzazione del paesaggio, così come il Parlamento in sede di approvazione del PUC aveva auspicato.

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