
Via libera all'innalzamento delle acque del Lago Maggiore fino a 1,40 metri, che porterà ad un incremento dei metri cubi a disposizione tra i 20 e i 30 milioni. La decisione è stata presa al termine della Conferenza istituzionale permanente ed è il frutto dell'accordo e della concertazione coordinata dall'Autorità di bacino del fiume Po, insieme alle Regioni Piemonte e Lombardia, Consorzio del Ticino, Organismo bilaterale Italia-Svizzera e molteplici portatori di interesse coinvolti.
Adattarsi ai cambiamenti climatici
«Innalzare fino a 15 centimetri in più il livello del Lago Maggiore è uno straordinario esempio di come possiamo e dobbiamo adattarci ai cambiamenti climatici - commenta il segretario generale dell'Autorità di bacino, Alessandro Delpiano -. Siamo riusciti ad avere la disponibilità fino a 30 milioni di metri cubi in più di acqua senza nuove opere o infrastrutture».
Collaborazione tra le istituzioni
«Più acqua per l'agricoltura, per la mitigazione ambientale e la vita del Po fino alla foce, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza idraulica e di tutela ambientale. La collaborazione tra tutte le istituzioni, tra cui Ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia, Regione Piemonte e Consorzio del Ticino, che ringrazio a nome dell'Autorità di bacino, ha consentito di ottenere un risultato importante», ha proseguito Delpiano.
Soddisfazione
Soddisfazione per la decisione è stata espressa dagli assessori regionali di Piemonte e Lombardia, Matteo Marnati e Massimo Sertoli, nonché dal Consorzio del Ticino e dal Regolatore delle acque del Lago Maggiore, vista la situazione attuale del bacino idrico montano scarsamente innevato e dei serbatoi idroelettrici al minimo invaso.

