
Il Gran Consiglio ha dato il via libera alla riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP), che prevede l'istituzione di nuove Preture di protezione a livello cantonale. La maggioranza dei deputati ha infatti votato il rapporto della Commissione Giustizia e diritti con 79 voti favorevoli, 0 contrari e 4 astenuti.
La riforma
Dalle attuali 16 autorità amministrative di livello comunala si passerà a un'autorità giudiziaria cantonale specializzata nel diritto di protezione. In particolare verranno create 4 Preture di protezione, dirette da quattro Pretori, che saranno distribuite sul territorio. Ancora in fase di definizione le future sedi. Per quanto riguarda i costi è prevista una fase transitoria della durata di due anni. Per il Cantone l'onere netto sarà pari a circa 6 milioni di franchi.
Gli interventi in aula
La riforma era attesa da tempo. «Si tratta della riforma più importante non solo di questa legislatura, ma anche di diverse legislature precedenti, sia per la portata organizzativa, sia per le conseguenze dirette sulla protezione delle persone più fragili», ha sottolineato Alessandro Mazzoleni (Lega), presidente della Commissione giustizia e diritti. Sulla stessa linea Sabrina Gendotti (Il Centro), corelatrice del rapporto: «L’obiettivo era ed è di migliorare la risposta dello Stato in un settore che incide direttamente sui diritti fondamentali, quali la libertà personale, l’autonomia privata e la vita familiare».
Alcune cifre
Le cifre danno la misura dell’impatto del sistema: le ARP prendono circa 12 mila decisioni all’anno. A fine 2024 risultavano attive oltre 6’500 misure di protezione, che coinvolgono più di 5’700 adulti e 1’700 minori.

