
Il Comune di Gambarogno deve rilasciare il permesso per il cambiamento di destinazione, da stabile industriale a postribolo, di un edificio ubicato nella zona industriale, artigianale e commerciale (zona ZIAC) di Quartino.
Lo ha stabilito il Tribunale federale, che con sentenza resa nota oggi (1C_257/2017) ha respinto il ricorso presentato dal Comune, rappresentato dall'avvocato Lorenza Ponti Broggini.
Si chiude così una vertenza che ebbe nel marzo 2013, quando la società promotrice del progetto - che nella causa legale si è fatta rappresentare dall'avvocato Yasar Ravi - chiese al Comune di poter realizzare a Quartino un postribolo con al pianterreno una zona d'incontro tra clienti e prostitute, quattro camere per disabili, una cucina, un locale fumatori, una terrazza coperta e una zona benessere, e al primo piano 19 camere, servizi igienici e spazi destinati all'amministrazione.
I servizi generali del Dipartimento del territorio avevano preavvisato favorevolmente la domanda, pur subordinandola a una serie di condizioni. Ma nel settembre 2014 il Municipio di Gambarogno aveva negato il rilascio della licenza edilizia. La società si era quindi appellata al Consiglio di Stato, che nel giugno 2015 ne aveva accolto il ricorso, rinviando gli atti al Comune affinché rilasciasse la licenza richiesta, "visto che l'esercizio della prostituzione costituisce un'attività di indole prevalentemente commerciale, o comunque di servizio, compatibile con le funzioni assegnate alla zona."
Il Comune di Gambarogno si era quindi rivolto al Tribunale cantonale amministrativo, che nel marzo 2017 ne aveva respinto il ricorso.
Quale ultima carta, il Comune ha infine presentato ricorso al Tribunale federale, i cui giudici ne hanno però respinto le argomentazioni, non ravvisando una violazione dell'autonomia comunale da parte del Cantone.
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