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Ticino
Via la Billag? Sì, però...
Redazione
18 anni fa
Mario Jäggli, Fabio Pedrina, Filippo Lombardi e Ignazio Cassis si esprimono sull'idea di Mister Prezzi: sopprimere la Billag (AUDIO)

Il vaso di Pandora si è aperto ieri. A togliere il coperchio Mister Prezzi, Stefan Meierhans, che ha proposto la soppressione di Billag. “Non esiste più alcuna giustificazione per ricorrere ad un’impresa autonoma che riscuota il canone radiotelevisivo”. Ma soprattutto: il denaro che la Billag riceve da Berna potrebbe essere impiegato per diminuire il canone. "Si tratta di circa 55 milioni di franchi all'anno; è un lusso che non ci possiamo più permettere", ha dichiarato Mister Prezzi. Dal vaso oltre le critiche di Mister Prezzi, sono uscite anche quelle nate su facebook. Sono infatti più di 30'000 gli utenti che si sono radunati e hanno dato vita all’iniziativa “Bye bye Billag”, con tanto di sito internet. L’idea di Mister Prezzi piace? Lo abbiamo chiesto al presidente dell’Acsi e ad alcuni rappresentanti della deputazione ticinese alle camere federali. Ecco le loro risposte. “Se fa così scandalo questa notizia è perché l’opinione pubblica non era informata e perché non c’era probabilmente trasparenza nelle fatture!”, ci dice Mario Jäggli. E prosegue: “Siamo assolutamente stupiti che per incassare i soldi del canone radiotelevisivo, la Billag fatturi 55 milioni. È una cosa immensa, di cui non si sapeva nulla proprio perché nella fatturazione del canone non c’è una grande trasparenza. Le conclusioni che si possono trarre è che in fondo le operazioni di outsourcing, anche da parte di enti pubblici, talvolta hanno delle grosse lacune, come in questo caso. È incredibile che già dagli inizi, qualcuno abbia affidato alla Billag questo incarico senza preoccuparsi dell’aggravio sulle famiglie e non ha pensato di trovare soluzioni alternative”. Insomma, termina il presidente dell’Acsi, la proposta di Mister Prezzi piace ed è “un’operazione economicamente neutra sia per la SSR sia per la Confederazione e alleggerirebbe un pochino la spesa per le famiglie”. Fabio Pedrina, consigliere nazionale PS sostiene che "sia un tema sul quale si possa discutere. Ma bisogna verificare innanzitutto quali sono le alternative. Dal mio punto di vista spero soprattutto che non finisca in un calderone che poi diventa semplicemente la cassa dello Stato". E sui 55 milioni annui che la Billag riceve dalla Confederazione, Pedrina risponde: "So che costa tanto, ma non so quanto costano le alternative! Il rinnovo di questa concessione c’è stato su una base di un’offerta pubblica, quindi presumo che la Billag è quella che ha offerto il servizio più a buon mercato". "Mister Prezzi - osserva invece il consigliere agli Stati PPD Filippo Lombardi - esprime un sentimento comune a molti svizzeri di irritazione nei confronti di questa società. Condivido almeno una parte del suo ragionamento, dove dice che 55 milioni all’anno sono tanti per quest’operazione di incasso. Probabilmente una soluzione più economica la si potrebbe trovare". "D’altronde è vero - tiene a precisare il senatore - che abbiamo una legge votata tre anni fa, che prevede questa società di riscossione e che incarica il Dipartimento di Leuenberger di fare un concorso e dare questo mandato in appalto a una società. Il concorso è stato fatto e la Billag, che incassava già prima, lo ha rivinto e ora ha il contratto per cinque anni. Quindi mi sembra difficile cambiare qualcosa prima del 2014. Naturalmente si possono fare riflessioni per quello che succederà dopo. Non dimentichiamo una cosa che nessuno ha detto: che la Billag è al 100% è una società figlia della Swisscom…". "La proposta di Mister Prezzi - gli fa eco il consigliere nazionale PLR Ignazio Cassis - è abbastanza interessante nel senso che effettivamente mette in discussione il costo amministrativo di questa società che riscuote il canone radiotelevisivo. Non è quindi in discussione la tassa del canone, ma il modo di riscuoterla. L’idea è interessante e nulla è immutabile... Effettivamente sono tanti gli oltre 50 milioni di spese am

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