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"Via i sussidi al Festival dei diritti umani"
"Via i sussidi al Festival dei diritti umani"
"Via i sussidi al Festival dei diritti umani"
Redazione
8 anni fa
Lorenzo Quadri si rivolgerà al Municipio di Lugano e a Berna. "Facciano il club politico con i loro soldi"

"Via il sostegno istituzionale al Festival dei diritti umani". A chiederlo, in una presa di posizione via social di venerdì ribadita questa mattina dalla colonne del Mattino della Domenica, è il consigliere nazionale leghista e municipale di Lugano Lorenzo Quadri. Ma non solo. Il diretto interessato porterà infatti la questione a Berna e in Municipio.

Secondo il direttore del Mattino il Festival abuserebbe "dell'etichetta dei diritti umani per fare campagne politiche (propaganda contro l'iniziativa per l'autodeterminazione in votazione il 25 novembre, raccolta di firme per concedere la bandiera svizzera al taxi per finti rifugiati Aquarius, e chissà quante altre boiate analoghe)", pertanto "non possono continuare a beneficiare del sostegno ufficiale di Confederazione, Cantone e città di Lugano".

"Se vogliono fare il club politico della gauche caviar multikulti, lo facciano con le loro risorse ma senza gli sponsor istituzionali. Che come tali devono essere sopra le parti. Se a qualcuno venisse in mente di organizzare un evento per promuovere il Sì all'iniziativa per l'autodeterminazione, col cavolo che Confederella, Cantone e città di Lugano si presterebbero a fare da sponsor ufficiali", ha tuonato il consigliere nazionale.

Quadri non ha risparmiato un attacco neppure al rapper italiano Frankie hi-nrg mc che venerdì sera aveva chiesto la chiusura del Centro asilanti di Camorino. Uno "sproloquio su commissione", ribatte Quadri.

"A Berna come deputato e a Lugano come municipale chiederò che venga ritirato il sostegno di Confederazione e città ad una manifestazione dove si fa campagna politica in vista di importanti appuntamenti con le urne (iniziativa per l'autodeterminazione). Mi auguro che qualcuno avanzi formalmente la stessa richiesta per quel che riguarda il Cantone. Le istituzioni non si possono permettere di piazzare il proprio marchio su iniziative di propaganda in vista di una votazione", conclude Quadri.

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