
Le Commissioni di quartiere siano elette dagli abitanti e non nominate dal Municipio di Lugano.
È quanto chiede una mozione depositata oggi a nome del gruppo PPD dalla consigliera comunale Maddalena Ermotti-Lepori, che riprende un concetto già esposto nel 2008 da Stefano Camponovo, anche lui PPD e anche lui tramite una mozione.
"Come allora, anche oggi si ha l'impressione che i commissari, nominati dal Municipio secondo una rappresentanza partitica, anziché considerare le necessità e le richieste della popolazione di un determinato quartiere, siano piuttosto occupati a sostenere gli interessi dell'esecutivo e arrivano a sostituirsi allo stesso nelle loro decisioni" scrive Ermotti-Lepori. "Un esempio, l'opposizione della commissione di Molino Nuovo a un nuovo parco giochi perché ritenuto troppo costoso, valutazione che evidentemente non spetta alla commissione."
"I partiti sono necessari per l'attuale organizzazione democratica. Eleggendo un Municipale o un Consigliere comunale scelgo sia la persona che il suo orientamento e i suoi principi politici che rispecchiano quelli di una determinata forza politica" prosegue la consigliera comunale PPD. "Nelle commissioni di quartiere invece, l'appartenenza partitica e l'orientamento politico diviene marginale rispetto alla capacità di ascolto e di proporre soluzioni e l’essere nominati su base partitica rischia di essere un ostacolo. Potrebbe infatti succedere – e di fatto è successo - che un commissario si preoccupi di compiacere il Municipale che l’ha proposto invece di portare avanti le esigenze della popolazione."
"Pur consapevoli che il ruolo delle commissioni di quartiere è puramente consultivo, bisogna comunque trovare il modo di renderle veramente portavoce dei cittadini dei quartieri, soprattutto in un momento in cui la città è ancora cresciuta e si riscontra un preoccupante calo d'interesse per la partecipazione alla politica cittadina e una diminuzione del senso di appartenenza" si legge nel testo della mozione. "Proprio per rafforzare il loro ruolo e dare legittimità alle commissioni di quartiere, esse dovrebbero venir elette dagli abitanti del quartiere all’inizio del quadriennio. Potrebbero essere scelte tra le persone impegnate a vario titolo nel quartiere, ad esempio in ambito associativo, sportivo, culturale, ecc. Questo perché già si occupano di temi puntuali, legati al quartiere, come la sicurezza, il traffico, i parchi-gioco ed altro ancora."
"Ci sono persone molto attive nei quartieri, per esempio nelle assemblee di genitori delle scuole, o in associazioni (pensiamo per esempio a Besso Pulita) e sarebbe bello che le commissioni di quartiere potessero avvalersi anche di queste persone che già hanno dimostrato di essere rappresentative della realtà del quartiere pur non identificandosi con un partito. Non si vuole creare nuovi compiti all’amministrazione o aumentare la burocrazia. Si potrebbe semplicemente indire, una volta ogni 4 anni, un'assemblea alla quale sono invitati a partecipare unicamente i cittadini realmente domiciliati nel quartiere. I controlli sulla legittimazione delle presenze sono relativamente facili da attuare e ai partecipanti potrà essere consegnata la scheda di voto" aggiunge Ermotti-Lepori. "Si potrebbe valutare di estendere il diritto di voto fino ai 16enni e a chiunque sia domiciliato nel quartiere."
Visto quanto sopra, la richiesta di Maddalena Ermotti-Lepori è una sola, semplice semplice: "Istituire delle Commissioni di Quartiere elette dalle Assemblee dei quartieri all’inizio di ogni quadriennio della legislatura comunale."
La palla è ora nel campo del Municipio.
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