
Sta facendo discutere la proposta di Norman Gobbi di levare i soldi contanti dalle stazioni di servizio, dopo le due rapine avvenute in poche ore nei pressi delle zone di confine. Per saperne di più guarda articoli correlati. Una misura di sicurezza, quella del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni, che ha immediatamente spaccato l'opinione pubblica, con diversi politizi che hanno preso subito posizione. A Ticinonews l'opinione di due deputati del Mendrisiotto.
Giorgio Fonio (PPD)Fondamentalmente trovo la proposta di Gobbi ragionevole e sensata, che in parte è già stata nel 2012 oggetto di discussione in un gruppo di lavoro organizzato con l'ispettorato del lavoro, i più grandi gruppi che gestiscono le stazioni di servizio, Unia e Ocst. E già in quel contesto la presenza di contanti nei distributori era stata valutata come oggetto di criticità. La prima preoccupazione deve essere la salute e l'integrità dei dipendenti e ogni rapina genera anche un danno psicofisico alla persona che la subisce. Dobbiamo capire che adesso ci sono persone che vengono a rubare per pochi spiccioli, disposti a rischiare la galera per mille franchi. Non trovo che questa misura sia uno scaricare le responsabilità dello Stato, perché la Polizia Cantonale ha dimostrato di aver fatto degli importanti passi in avanti sulla sicurezza della Regione: piuttosto, trovo che sia un'operazione tra pubblico e privato che va nell'interesse di chi lavora nelle stazioni di servizio del confine, che ricordiamo è incustodito ed è quindi unazona attrattiva per chi vuole compiere certi crimini.
Matteo Quadranti (Plr)Francamente mi pare una soluzione semplicista: così si ribalta il problema verso i distributori, gli utenti e i cambisti. Non trovo corretto che lo Stato possa disinteressarsi così della sicurezza pubblica che è uno dei suoi compiti fondamentali. Altrimenti chiudiamo tutto e il problema della sicurezza non c'è più... La realtà è che se uno vuole rapinare rischia di farlo anche dai negozianti o dai centri commerciali: prendiamo la stessa misura anche con loro? A quel punto ho l'impressione che invece di risolvere il problema lo moltiplichiamo. La soluzione passa non da queste misure ma attraverso un maggiore controllo alle frontiere e nelle zone di confine, specie in questo periodo a ridosso del Natale. E con le stazioni di benzina che si dotino di personale di sicurezza.
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