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Ticino
"Vi racconto SEBalter"
Redazione
13 anni fa
Intervista a Matt, chitarrista 27enne di Castel San Pietro, membro della band che rappresenterà la Svizzera in maggio all'Eurovision Song Contest

Matt, 27enne di Castel San Pietro, di giorno avvocato, di sera artista. Dice di suonare la chitarra "da sempre", ma non l'aveva ancora mai fatto davanti a una platea così importante come quella che si è trovato di fronte sabato sera, a Kreuzlingen. In occasione delle finali delle qualificazioni svizzere per l'Eurovision Song Contest, con il resto della band e SEBalter, si è guadagnato l'accesso alla fase finale della competizione musicale europea, che si terrà in maggio a Copenhagen.

SEBalter rappresenterà la Svizzera in Danimarca, ma c'è anche il resto della band. I suoi ringraziamenti per tutto il gruppo sono stati veramente calorosi già sabato sera, durante la diretta. Quanto lavoro insieme c'è dietro questa prestazione?

Beh, per preparare il concorso abbiamo senz'altro lavorato un bel po'. C'é da dire però che oltre che sulla preparazione, la performance della finale si è basata anche molto sull'energia e la spontaneità. Sono le componenti che tentiamo di trasmettere al pubblico, per far sì che i pezzi che suoniamo vengano apprezzati anche per la loro genuinità.

Tu da quanto lo conosci e cosa ti ha convinto in lui per spingerti a seguirlo nella sua avventura?

Conosco Seba da un po' e trovo che sia una persona fantastica anche al di fuori della musica. Abbiamo sempre avuto un buon feeling e quindi quando mi ha proposto di prendere parte a questo progetto non ho potuto che accettare con entusiasmo.

La precedente esperienza di SEBalter con i Vad Vuc trovi influenzi le attuali scelte musicali?

Seba è un'ottimo songwriter, che scrive di suo pugno le canzoni che suona. La sua vena artistica ha certamente delle radici anche nelle musiche dei Vad Vuc, le scelte attuali sono però sicuramente più personali e sostanzialmente diverse. Ci si ritrova naturalmente ancora la passione per le ambientazioni irish e folk, ma con un'attitudine differente rispetto a quella dei Vad Vuc. Basti pensare alla scelta di proporre dei pezzi in lingua inglese, cosa che chiaramente varia molto anche il "mood" di una canzone.

Ci avete mai creduto veramente di potervi imporre prima di ieri sera?

Gli avversari erano sicuramente molto temibili, l'abbiamo sempre saputo. Sapevamo però di avere, come gli altri, la nostra "chance su 6" che quindi abbiamo cercato di giocarci al meglio... e per finire è andata alla grande!

Immaginiamo abbiate passato la notte a festeggiare... Sebastiano è il leader anche in questo?

[ride]... per ragioni organizzative il povero Seba sabato sera è stato "rapito" per gran parte dell'after show... ci ha quindi raggiunto in un secondo momento, sempre però con la frizzantezza che lo contraddistingue anche sul palco.

Pensi di essere nel bel mezzo di un sogno, oppure stai già preparando la valigia per Copenhagen?

Sicuramente galleggiamo in un sogno e non abbiamo ancora avuto tempo per metabolizzare la situazione, anche perché il prossimo fine settimana saremo già in viaggio per suonare a Malta. Sappiamo però che dovremo gestire bene il tempo per poter lavorare al meglio per Copenhagen. In questo senso le valigie e le "to do list" sono quindi già pronte.

Vi sentite pronti ad affrontare la notorietà che questo successo vi regalerà?

Non credo ci si possa davvero preparare o sentire pronti ad un successo, anche perché tanti retroscena li dovremo ancora scoprire. Affronteremo senz'altro questa bella avventura con spontaneità e tanta voglia di divertirci.

Ci terresti a ringraziare qualcuno in particolare che ti/vi ha aiutato ad arrivare al risultato di sabato sera?

Certamente un ringraziamento particolare va a tutti coloro che si sono attivati da casa o dal pubblico per sostenerci per la finale. Sono stati tutti fantastici e fondamentali per la vittoria e per permetterci di andare a cacciare stelle a Copenaghen.

OC

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