
Otto anni fa Francesco Cossiga ci rilasciò questa intervista. E a rivederla oggi si resta spiazzati per l’attualità delle analisi, dei concetti, delle battute al vetriolo. Come se il tempo si fosse cristallizzato: segno di un’Italia paralizzata o di una straordinaria capacita di leggere il presente e di anticipare il futuro? Probabilmente entrambe le cose.
La magistratura. Silvio Berlusconi. Giulio Andreotti. La crisi del centrosinistra. L'Europa. Il fondamentalismo. I grandi misteri. Il caso Moro. Le brigate rosse. I comunisti e il cugino Enrico Berlinguer. La sua vita. C’è tutto Francesco Cossiga in questa conversazione registrata all’Albergo Splendid di Lugano.
C’è la sua maschera di sardo. Marmorea ma beffarda se sovrapposta alle sue picconate. Un paradosso irrisolvibile composto da riflessioni articolate da fine politologo,anticipati o conclusi da una cannonata, una provocazione sopra le righe, talvolta solo per il gusto di dirlo. Di spararla tanto grossa da metterti al muro e disarmare ogni replica. Ma in qualche modo sempre rivelatrice, tanto da costringerti a pensare.
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