
L'aggregazione della Verzasca andrà avanti anche senza Lavertezzo. Ma, al contrario di quanto auspicato dai rappresentanti verzaschesi, prima di procedere con la fusione a sei (Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e la frazione di Gerra Verzasca) i cittadini dovranno tornare alle urne per esprimersi sul nuovo progetto aggregativo, amputato del territorio di valle di Lavertezzo, dunque. La votazione consultiva si terrà verosimilmente il prossimo 28 febbraio, giornata di votazioni federali.
Sono queste le principali novità emerse ieri dall'incontro tra il consigliere di Stato Norman Gobbi e il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi da una parte, i sindaci della valle tranne Lavertezzo dall'altra.
Un incontro, quello di ieri, che aveva lo scopo di stabilire in che modo andare avanti dopo l'accoglimento da parte del Tribunale federale del ricorso di Lavertezzo contro la divisione coatta del suo territorio, che aveva così silurato il progetto aggregativo in atto.
Il vecchio progetto è quindi stato aggiornato togliendo il territorio di valle di Lavertezzo. E per evitare il rischio di un ricorso, è stato deciso di sottoporre il nuovo progetto a una nuova votazione consultiva. In seguito, se i cittadini confermeranno la loro volontà di aggregarsi, il Consiglio di Stato dovrà sottoporre un nuovo messaggio al Gran Consiglio, il quale statuirà sull'aggregazione.
I tempi di concretizzazione della fusione della Verzasca si allungheranno, quindi. Ma l'auspicio di Governo, Enti locali e Comuni è il medesimo, ovvero quello di riuscire a far nascere il nuovo Comune aggregato nel giro di due anni, per procedere alle prime elezioni già nel 2017.
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