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Verzasca, "Arrivano i turisti e ci lamentiamo..."
Verzasca, "Arrivano i turisti e ci lamentiamo..."
Verzasca, "Arrivano i turisti e ci lamentiamo..."
Redazione
9 anni fa
Per Natalia Ferrara il problema è "un Cantone che nega la propria vocazione turistica e vuole starsene da solo"

Il boom di turisti in Valle Verzasca dello scorso fine settimana ha suscitato reazioni contrastanti, tra chi ha visto di buon occhio e ha gradito un aumento dei visitatori e chi davvero non ne può già più (vedi articoli suggeriti).

Sul tema si è espressa anche la deputata PLR Natalia Ferrara, che ha affidato le sue riflessioni a Facebook, partendo da una recente esperienza personale in Norvegia: "Oltre 300'000 turisti solo nel 2016 per la scalata al pulpito. Pochissime auto, in ogni caso fino a luoghi ben distanti. Traghetti e bus ogni 20 minuti, escursioni accompagnate a dozzine, campeggi, rifugi, e, sopratutto, neanche una cartaccia - e dico bene una - incontrata in ore di sfacchinata per raggiungere la vetta e tornare a valle. Sentiero in condizioni perfette, nessuna barriera sulla sommità, esperienza simbolo della Norvegia che molti conoscono proprio grazie a questo pezzo di natura".

"Noi ne abbiamo diversi in Ticino, alcuni magnifici ad esempio in Valle Verzasca. E cosa facciamo? Non appena abbiamo l'occasione di promuovere la nostra regione e dunque organizzare il turismo (questo va fatto), ci lamentiamo per l'afflusso. È come se in Piazza Grande, tra pochi giorni, qualcuno proponesse di starsene tutti a casa, con il proprio televisore, anzi, il proprio tablet, che la ressa, sennò, infastidisce".

Secondo Ferrara, dunque, "il problema non sono i turisti, il problema è un Cantone con un paesaggio splendido che nega la propria vocazione turistica e vuole starsene per i fatti suoi. Ecco, torna comoda di nuovo la Norvegia: nell'estremo nord ho incontrato più renne che persone, prego accomodarsi".

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