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Ticino
Vertenza del granito, blocco dei negoziati
Redazione
12 anni fa
Vana l'intermediazione del Governo per trovare un accordo. Accuse reciproche fra sindacati e padronato

Le negoziazioni tra le forze sindacali e quelle padronali nel settore dei graniti, dei marmi e delle pietre naturali, hanno subito una brusca battuta d'arresto. L'AIGT (Associazione Industrie del Granito Ticinese) ha infatti deciso di interrompere le trattative per la firma di un contratto ponte nel settore delle cave. Trattative che, ricordiamo, erano iniziate in seguito allo sciopero di alcuni lavoratori lo scorso giugno, che aveva pure coinvolto l'intermedazione del Governo tramite il Consigliere di Stato Manuele Bertoli. 

Il presidente dell'organizzazione padronale Mauro Bettazza, da noi contattato, spiega le motivazioni di tale decisione: "Una sola e unica" esordisce perentorio. "Noi abbiamo chiesto una sola cosa e ci è stata negata. Che cosa? Continuare a non riscuotere l'1% del contributo professionale sui salari dei dipendenti. Un contributo che va versato alla commissione paritetica cui l'86% del contributo è destinato ai sindacati, i quali proprio su questo punto si sono dimostrati intransigenti".

Diametralmente opposta la versione dei sindacati UNIA e OCST: "L’approccio a questa negoziazione particolare dell’AIGT si è focalizzato sullo schema “rilasciateci senza fiatare la dichiarazione di rispetto del contratto collettivo di lavoro, ripristino senza modifiche salariali del CCL cantonale scaduto il 31.12.2011 e per il mantenimento del pensionamento anticipato a 60 anni non vi garantiamo nulla”. In buona sostanza, voglio tutto e non concedo nulla. Un metodo di trattativa tra partner contrattuali che non merita di essere ulteriormente commentato".

I sindacati constatano pertanto che la mediazione offerta dal Governo può essere ritenuta fallita. E concludono annunciando battaglia: "I lavoratori del granito si preparano pertanto ad una dura stagione di lotta nelle cave: per la propria dignità, per il proprio contratto collettivo di lavoro e per garantirsi anche in futuro di un modello di pensionamento anticipato a 60 anni equilibrato e necessario".

Le parti avrebbero dovuto definire i dettagli di un contratto ponte valido fino alla fine dell'anno prossimo, anno in cui verrà ridiscusso il contratto nazionale mantello per la categoria. 

Appalti pubblici nel settore del granito

In mattinata il plenum della Commissione Paritetica Cantonale dell'Edilizia ha discusso della messa a concorso di un bando pubblico del Dipartimento del Territorio per la manutenzione delle strade cantonali per il quadrienno 2015-2018. Nonostante i cavisti fornitori siano al momento sprovvisti di un contratto collettico di lavoro (CCL), il committente pubblico ha deciso di garantire la partecipazione al bando di concorso. "Il tutto in netto constrato con gli indirizzi politici e gli aspetti legali contenuti nella Legge sulle commesse pubbliche" si legge nel comunicato. La prassi in questo settore prevede infatti che le forniture di pietre naturali lavorate nelle cave ticinesi venga considerata come un subappalto e quindi assoggettate alle regole dei CCL. "Ci stupisce quindi la modifica di questa prassi che di fatto non permette di verificare il rispetto dei disposti dei CCL".

Nonostante ciò, il DT ha quindi inserito la seguente indicazione nel bando di concorso: “Ai cavisti fornitori non viene richiesta l’adesione di un contratto collettivo di lavoro (CCL). Tuttavia, il committente impone che la fornitura di pietra naturale sia fatta da una cava ticinese in attività. Qualora, nel corso del periodo di validità dell’appalto, venisse stipulato un CCL di ampia adesione il committente si riserva di imporre che la pietra naturale venga fornita da una cava che ne rispetti le condizioni”.

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