
La risoluzione dei Verdi "Per un Ticino a statuto speciale" è stata accettata oggi a Bellinzona dalla maggioranza della Commissione della Gestione. Una proposta che giaceva nei cassetti della commissione dal 2010 e la cui approvazione giunge proprio a pochi giorni dal voto sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. Certo, la risoluzione dovrà ancora passare dal plenum del Gran Consiglio, ma il largo sostegno ottenuto in commissione rappresenta sin d'ora un ottimo viatico.
La risoluzione, in agenda parlamentare il prossimo 17 febbraio, recita nel suo punto centrale: "Il Canton Ticino chiede alla Confederazione, entro i limiti di legge (art. 84 Costituzione federale), l’introduzione di zone a statuto speciale nelle quali attuare contromisure specifiche alle conseguenze negative degli accordi di libera circolazione e agli accordi bilaterali. Tali zone interesserebbero le regioni periferiche particolarmente esposte, sulla base di valutazioni oggettive delle conseguenze della libera circolazione e degli accordi bilaterali in generale".
Esulta il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia: "È un passo importantissimo che arriva al momento giusto, considerata la votazione "Contro l'immigrazione di massa" del prossimo 9 febbraio, per la quale i Verdi hanno dato indicazione di voto a favore del SÌ. Se, come ritengo, il sì trionferà in Ticino, vi sarà una bella sinergia tra la volontà del popolo e questa richiesta del parlamento."
Se anche il Sì fosse sconfitto a livello nazionale, i Verdi ritengono che la libera circolazione verrà abbandonata in occasione delle prossime due votazioni: quella sull’iniziativa Ecopop e quella sull'allargamento alla Croazia. Quindi la Svizzera dovrà ridiscutere questo trattato e, a quel punto, anche grazie a questa iniziativa, le specificità delle regioni di frontiera dovranno essere tenute in debito conto.
Ascolta l'intervista di Radio3i a Sergio Savoia sulle implicazioni di questo statuto speciale nell'audio allegato qui sopra.
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