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Mobilità
Verso più multe più salate per i ciclisti. Pro Velo: «E le auto?»
Red.
8 ore fa
Si valutano multe più salate per chi usa il cellulare in bici, per ridurre gli incidenti. Pro Velo Ticino: «La distrazione riguarda tutti. Servono infrastrutture sicure e di qualità».

Chi telefona in bicicletta senza dispositivo vivavoce potrebbe presto pagare una multa più salata. Secondo quanto riferito dal Blick, la Confederazione starebbe valutando un aumento dai 40 attuali fino a 100 franchi. La misura, che sarà inserita in una delle prossime procedure di consultazione, suscita però già perplessità tra le associazioni del settore. «È una misura rispettabile, ma bisogna innanzitutto intervenire su chi guida l’automobile utilizzando il cellulare», osserva Claudio Sabbadini, presidente di Pro Velo Ticino. Questo perché gli automobilisti distratti «rappresentano un pericolo particolarmente rilevante per ciclisti e pedoni, anche perché il numero e la massa delle automobili presenti sulle strade sono nettamente superiori a quelli delle biciclette».

«Troppe distrazioni, anche tra i pedoni»

Pro Velo non nega però che la distrazione sia un problema anche per chi pedala. «Anche in bicicletta si vedono sempre più persone con il cellulare in mano», afferma Sabbadini. Lo stesso vale per i pedoni che attraversano o si muovono negli spazi condivisi senza prestare attenzione alla strada. Per questo, secondo Sabbadini, dovrebbero essere svolte delle campagne di sensibilizzazione costanti. L’associazione ha avviato un’iniziativa di questo tipo con le polizie di Bellinzona, Locarno e Lugano, per promuovere una maggiore attenzione negli spazi condivisi e scoraggiare l’uso del cellulare mentre ci si sposta. Nel 2025, sulle strade svizzere, 671 ciclisti sono rimasti gravemente feriti e 20 hanno perso la vita. Per ridurre questi numeri, per Pro Velo non è sufficiente concentrarsi soltanto sul comportamento dei ciclisti: «Bisogna migliorare e aumentare le infrastrutture. Servono strade sicure e percorsi ciclabili di qualità».

«C'è chi non va in bici perché non si sente sicuro»

In questo senso in Ticino, secondo l'associazione, negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti, ma il Cantone deve ancora recuperare terreno rispetto alle principali città svizzere. La priorità dovrebbe essere una rete ciclabile sicura, continua e ben progettata. «Molte persone non vanno in bicicletta perché si sentono insicure, ma lo farebbero se ci fossero più ciclovie sicure e di qualità», sostiene Sabbadini. La qualità, aggiunge, non consiste semplicemente nel tracciare un percorso: «Occorre garantire continuità, collegamenti diretti e comodità. E lo stesso vale per i posteggi: senza posteggi per le biciclette, una rete ciclabile non è completa».