
«Non tutti i tuffi finiscono con il sorriso». E «ogni passo merita rispetto». Sono questi i messaggi su cui punta il Dipartimento delle Istituzioni per avvicinarsi all’estate con la sua nuova campagna di sensibilizzazione, che quest’anno si vuole coordinata. Previsti anche i gli abituali «pattugliamenti» sul territorio e un momento di formazione nel contesto del Campo Scout BesTIale in Valle di Blenio. L'obiettivo è non abbassare la guardia sulla prevenzione degli incidenti in montagna e in acqua. Un ambito che merita ancora attenzione, malgrado dei dati per lo più all'insegna della stabilità.
Acque e montagne
La stabilità si registra anche negli incidenti legati alle acque. Stando alle cifre del Dipartimento delle istituzioni, nel 2025 si sono registrati 5 annegamenti. Cifre relativamente contenute, ma comunque in leggero aumento rispetto ai 3 del 2024. Per quest'anno «ci concentriamo tantissimo su quello che non si vede», ci spiega il responsabile della lacuale cantonale e membro di Acque sicure Marcel Luraschi. «Fuori vediamo l'acqua, il contesto, le correnti, la gente che nuota, le imbarcazioni. Ma la gente deve capire quello che c'è sotto. L'acqua è sempre in movimento, ci sono le correnti. Bisogna capire cosa c'è sotto per evitare incidenti», prosegue. Massima attenzione anche sul versante delle montagne. Un ambito in cui la prevenzione si rivolge soprattutto ai non esperti, su tutto l'arco dell'anno. Quest'anno si contano purtroppo già due vittime a causa delle valanghe in Ticino. Sono diversi i temi di sensibilizzazione: dalla fauna, all'abbigliamento, alla preparazione e alla meteo. «La nostra campagna, con il nuovo layout, vuole sensibilizzare le persone a fare una scelta consapevole. Scegliere un percorso corretto rispetto alle proprie capacità, e non uno semplicemente più bello, corto o divertente», ci dice il presidente di Montagne sicure Alessandro Lava.
La prevenzione di fronte alle nuove sfide
Le campagne possono beneficiare dei dati di sureVIVE. Una raccolta degli interventi di Rega, Soccorso Alpino Svizzero e Polizia Cantonale che permette di tracciare statistiche, mappe e - più in generale - avere una panoramica degli incidenti sopraggiunti. «L'analisi dei dati per noi è molto importante per focalizzare quelle che sono le campagne. Grazie ai dati possiamo concentrarci su quello che succede effettivamente sul territorio», spiega il membro di Montagne sicure Stefano Doninelli. Sorprendono alcuni risultati della ricerca, come quelli per cui «le persone hanno la percezione che la maggior parte degli incidenti avvengono col brutto tempo. In realtà vediamo che molti succedono con una meteo serena». Insomma, la prevenzione si fa coordinata e approfondita per stare al passo con le nuove sfide a cui è confrontata, in particolare legate a cambiamenti climatici e maggior frequentazione di laghi, fiumi e montagne: «c'è un'evoluzione importante delle acque, in seguito all'aumento delle temperature, ma anche delle montagne in seguito al Covid», ci spiega il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. «C'è comunque anche necessità di formare. La prima prevenzione significa essere coscienti di cosa vuol dire entrare in un lago, magari quando si ha molto caldo, con un potenziale shock termico, o rispettivamente andare in montagna con tutti gli imprevisti del caso, come quelli legati ai temporali», conclude Norman Gobbi.

