
Si va verso l’allungamento di 150 metri della pista dell’aeroporto di Magadino, ma solo se Berna approverà il progetto. La proposta, al vaglio della Confederazione da ottobre 2019, trova il sostegno delle due Commissioni regionali dei trasporti coinvolte, oltre che di 10 comuni della regione, secondo quanto si legge nel comunicato stampa di ALBA, l’Associazione locarnese e bellinzonese per l’aeroporto cantonale. Un’eventuale approvazione metterebbe fine a un iter durato più di una ventina d’anni.
Sostegno da tutta la regione
Secondo ALBA tra i comuni che hanno confermato “il loro chiaro sostegno” al progetto ci sarebbero la maggior parte delle Autorità comunali e regionali, prime fra tutte le città di Locarno e Bellinzona accompagnate dai Municipi di Ascona, Cadenazzo, Gordola, Lavertezzo, Losone, Minusio, Orselina e Tenero-Contra, unitamente alle due Commissioni Regionali dei trasporti del Locarnese e del Bellinzonese. Questo sostegno, si legge, è stato oggetto di una serie di lettere che le Autorità regionali e comunali hanno inviato al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, delle energie e delle comunicazioni. “Il Cantone, su sollecitazione dell'ALBA”, si legge nel comunicato, “ha confermato di mantenere grande attenzione sullo sviluppo dei due progetti strategici ora in corso, cioè l’allungamento della pista principale di Locarno ed il rifacimento dell'aviorimessa numero uno, che concludono la seconda fase di aggiornamento delle infrastrutture aeroportuali, iniziata una ventina d’anni fa con un investimento complessivo superiore ai 150 milioni di franchi”.
Uno sviluppo ventennale
Se Berna darà l’ok, si concluderà quindi il lungo processo pianificatorio che inizialmente prevedeva la realizzazione di una pista complementare a quella di Lugano/Agno in modo che vi fossero reali sinergie tra i due aeroporti. Nel 1999 il Consiglio di Stato decise di abbandonare questo indirizzo deciso dal Parlamento cantonale e di limitare gli interventi infrastrutturali al solo allungamento est della pista principale, con lo scopo di garantire il solo mantenimento delle tipologie di utilizzazione presenti a Locarno dagli anni settanta.
In seguito, questo nuovo concetto di intervento ridotto è stato ripreso e confermato dal Consiglio federale nell’anno 2000 nella pianificazione della rete degli aeroporti svizzeri, e dal Gran consiglio nel Piano direttore cantonale del 2009 e nel Piano di utilizzazione cantonale del parco del piano di Magadino del 2014. A confermare la valenza nazionale dell'aeroporto di Locarno, si sottolinea del comunicato, vi è pure stata la risposta del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 a un'interpellanza dell'On. Fabio Regazzi. È ora per ASTRA è possibile ipotizzare che entro il 2022 la sua realizzazione dovrà essere approvata, per quanto riguarda il credito d'opera, da parte del Gran Consiglio.
Attenzione agli uccelli selvatici
La questione della tutela degli uccelli migratori della zona delle bolle era stata in passato oggetto di polemiche e di interrogazioni da parte degli ambientalisti. ALBA risponde che “grande attenzione è stata posta dai servizi cantonali e federali sulla presenza dell’avifauna migratrice delle Bolle di Magadino, unico elemento ambientale ritenuto delicato”. A questo proposito, si legge, due studi scientifici commissionati dal Consiglio di Stato “hanno chiaramente evidenziato come il concetto di limitarsi a mantenere le tipologie d’uso presenti da decenni a Locarno garantisca che non vi siano reali pregiudizi all’avifauna migratrice”.
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