
A Milano da qualche giorno il fumo è vietato alle fermate dei mezzi, nei parchi, nelle strutture sportive, nei cimiteri e nelle aree verdi limitate ai cani. Dal 2025 invece sarà vietato farlo in tutti gli spazi pubblici. Ai milanesi è però andata ancora bene, se si considera che a Los Angeles è addirittura vietato fumare in casa propria se nello stabile ci sono almeno 3 appartamenti. Anche nel nostro cantone si verifica una crescente, anche se ancora timida, spinta in questa direzione: nel 2019 il Gran Consiglio rigettò tre proposte di Nadia Ghisolfi, che chiedeva di vietare il fumo in diverse categorie di spazi pubblici. Oggi invece a Bellinzona ci si riprova. Il Municipio della turrita, in risposta a una mozione, proporrà al consiglio comunale di vietare il fumo nei parchi giochi.
Branda: “Cerchiamo di conciliare le diverse esigenze”
“Crediamo sia una soluzione di buon senso”, spiega il Sindaco Mario Branda, “da un lato per tutelare la salute delle persone all’interno di un’area specialmente destinata ai bambini. Dall’altro lato non vogliamo il divieto su una zona troppo estesa, anche in spazi frequentati particolarmente da adulti. Si procede per gradi, ancora una volta si tratta di conciliare le diverse esigenze, in linea anche con quella che è l’evoluzione di questo tema. Noi pensiamo di fare un primo passo, in futuro si capirà anche a dipendenza della sensibilità delle persone”. Il Sindaco di Bellinzona è comunque consapevole delle probabili tensioni: “Ricordo solo come veniva discusso animatamente la possibilità del divieto di fumo all’interno degli esercizi pubblici. Sembrava qualcosa di inaccettabile quando oggi sarebbe assolutamente impensabile tornare indietro”.
Tuto Rossi: “Non servono divieti ma inviti. La gente capirà”
Tra i contrari, l’avvocato e consigliere comunale Udc Tuto Rossi: “Non sono contrario al fatto di non fumare davanti ai bambini, ma sono contrario a gestire la società a colpi di leggi e denunce penali. Per organizzare la nostra società c’è anche la persuasione e la convinzione. Basta mettere un cartello che invita a non fumare e la gente capirà”. “Il problema”, continua Rossi, “è che cercano di rifarsi la verginità proponendo una legge su cui tutti sono d’accordo: nessuno vuole fumare davanti ai bambini. Il problema è che la mentalità dei Municipali è unicamente quella di punire e multare, io nei parchi giochi non ho trovato molti mozziconi. Per questo basta un invito”. Infine: “I fumatori sono diminuiti in modo drastico negli ultimi 30 anni, non fuma quasi più nessuno e non grazie alle leggi o alle multe, ma perché la gente ha capito che a fumare tanto si prende il cancro”.
Alberto Polli: “La libertà di fumare non esiste”
Di parere diametralmente opposto Alberto Polli, Presidente dell’Associazione Svizzera Non-Fumatori e ovviamente favorevole al provvedimento: “Non si fa mai abbastanza, tanto è vero che la quota di fumatori non diminuisce o diminusce molto lentamente”. “Ci sono due misure per diminuire i fumatori”, continua Polli, “la restrizione dello spazio, come avvenuto con il divieto di fumo negli esercizi pubblici per cui ora sono tutti contentissimi, e l’aumento del prezzo delle sigarette”. Per Polli dunque la misura è un’inizio, ma non basta: “C’è poco coraggio perché se prendiamo l’esempio di altre città europee, come la vicina Milano, questa restrizione è molto più estesa. Non è una forma di proibizionismo ma una questione di buona educazione e di buon senso, sono misure normative che fanno solamente del bene”. Infatti, per Polli: “La libertà di fumare non esiste, non esiste nessuna Costituzione del mondo che la garantisce”.
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