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Ticino
"Verso i gay in Ticino c'è ostilità"
Redazione
15 anni fa
E' il messaggio lanciato da Donatella Zappa di Imbarco Immediato in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia

In occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia, l'associazione ticinese di gay e lesbiche, Imbarco Immediato dirama oggi un comunicato in cui richiama tutti a un comportamento rispettoso della dignità degli omosessuali. Ne abbiamo parlato con la responsabile dell'associazione Donatella Zappa. In Ticino c'è ancora ostilità verso i gay? "Si, verso i gay c'è ancora ostilità. Certo. Ma ora è molto più sottile. Più velata. Più cammuffata dal politicamente corretto. La gente lo pensa, ma non lo dice. O lo dice in modo indiretto". E può essere pericoloso... "Si, soprattutto tra i ragazzi, dove ci sono meno filtri. Le battute contro i gay a volte sono molto pesanti e possono essere molto lesive. Per un giovane sentirsi dare del frocio, e passare così per sfigato, è tremendo. I ragazzi, mentre scoprono la loro sessualità, sono in una situazione di estrema fragilità, perché in una fase molto delicata della loro esistenza scoprono di essere... come quello che a volte viene dipinto come un mostro. E' dunque molto importante mettere il dito nella piaga. Perché la ferita è tutt'ora aperta. Non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica. Detto questo voglio aggiungere che qui in Ticino, a parte dei casi molto gravi e isolati, non ci picchiano per strada, per carità". C'è stato il pestaggio del Ceneri, a sfondo omofobico, che è costato la vita a Lindy Jacoma di Claro... "Un caso, si. Per fortuna è un caso isolato. La follia di un disadattato". Lei si riferisce dunque più che altro all'Italia... "Esatto. Un paese con una classe politica che insulta i gay e una chiesa che li colpevolizza. Dunque che legittimano certi atteggiamenti. In Ticino - a parte qualche caso di proclami anti-gay che sfociano nel populismo - abbiamo invece una classe politica e religiosa civili. Ci sono episodi di omofobia, ma sono isolati. Siamo insomma messi meglio di altri paesi, ma il lavoro non è ancora finito. Giornate come quella di oggi servono a ricentrare il problema: non bisogna mai dare nulla per scontato. Vorrei ricordare che in una decina di paesi al mondo circa l'omosessualità è ancora punita con la pena di morte. Certo in questi casi non siamo nel campo dell'omofobia, ma in quello della persecuzione sistematica". Cosa pensa della battuta di Silvio Berlusconi sui gay ("meglio guardare le donne che essere gay", ndr)? "Berlusconi è il presidente del consiglio e dunque oltre che da parte sua anche a nome dell'Italia. E' lo specchio di una classe politica che ha perso la testa e che non è cosciente né del suo ruolo, né del peso che hanno le parole. Sia verso chi ledono che verso eventuali atti di emulazione intimidatori o violenti". joe.p.

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