
Oggi alla Corte di giustizia di Lugano sono stati interrogati, parallelamente e da sette magistrati diversi, i sette municipali di Lugano riguardo alla demolizione dell’ex Macello. L’inchiesta penale, coordinata dal Procuratore generale Andrea Pagani (che non ha rilasciato dichiarazioni in merito) sulla base della denuncia inoltrata dai Verdi luganesi, è volta ad accettare le effettive responsabilità e la presenza di eventuali illegalità in quanto accaduto la notte tra il 29 e il 30 maggio. È notizia di oggi inoltre che l’indagine, oltre ai reati ipotizzati (contro ignoti) di violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell'arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell'ambiente, è stata inoltre estesa anche al reato di abuso d’autorità.
Nonostante la maggior parte degli interrogati abbia optato per il silenzio o per delle dichiarazioni stringate, alcuni, in particolare il sindaco Marco Borradori, si sono invece trattenuti maggiormente con la stampa presente sul posto. Teleticino ha raccolto la sua posizione.
Borradori: “Non mi piace nascondermi”
“Il procuratore generale è stato molto puntuale e deciso nelle sue domande, a me sembra che sia andata bene”, ha dichiarato il sindaco di Lugano. “Non mi piace nascondermi, non lo faccio con i molinari e non lo farò mai con nessuno. Non ho niente da nascondere, so cosa non posso dire perché mi è stato detto chiaramente, e so cosa posso dire”. Lungo l’interrogatorio che ha interessato il capo dell’Esecutivo cittadino, durato ben 5 ore e 10 minuti: “Questo è il bello”, ha affermato Borradori, la democrazia, la giustizia e la ricerca della verità trovo siano veramente molto importanti”, che ha aggiunto, al riguardo della ricerca della verità, “è stato anche per me un momento molto importante. Questa verità ci sfugge ma alla fine non ci sfuggirà, alla fine sapremo cosa è successo ed è importante che il cittadino sappia cos’è successo quella sera all’ex Macello e perché”.
“Dichiarazioni discrepanti? Non sono d’accordo”
Di fronte all’accusa di aver rilasciato dichiarazioni discrepanti nel tempo, Borradori risponde: “Non sono così daccordo, credo che da un certo momento via le nostre dichiarazioni siano state chiarissime. Al primo giorno eravamo messi anche noi sottosopra e anche questo va tenuto in conto. Il nostro obiettivo era di poter parlare con la polizia e capire cos’è successo, e questo colloquio non è mai potuto avvenire perché il giorno successivo si è entrati in regime di denuncia e quindi non era possibile sentirli. Noi abbiamo potuto dire solo quella che è la nostra verità”.
Alla luce delle difficoltà successive e della versione finale del Municipio, diversa da quella iniziale, la conferenza stampa tenuta la domenica dopo la demolizione non si può definire avventata? “Questo è un rimprovero che mi lascio muovere senza difficoltà. A livello di Municipio c’era anche chi sentiva il bisogno di dire qualche cosa, quindi non è stata solo una mia decisione. C’era chi aveva bisogno di far capire cos’era successo dal suo punto di vista, quindi c’era sembrato assolutamente utile”.
“Situazione sfuggita di mano? Niente affatto”
Quindi la situazione vi è sfuggita di mano? Parlavate di demolire il tetto e avete demolito lo stabile... “Noi non abbiamo demolito un bel niente”, ha risposto Borradori. Chi sono gli autori quindi? “Questo salterà fuori, fa parte della verità e non voglio e non posso dire di più. Io non volevo buttare giù un bel niente, ci siamo trovati davanti a una scelta drastica e abbiamo preso una decisione, che prenderei ancora adesso”. Quindi è colpa della polizia? “Non ho detto questo. Stiamo a vedere, ci sarà un’inchiesta che appurerà che tipo di colpe hanno avuto le forze dell’ordine e che tipo di colpe abbiamo avuto noi, se le abbiamo avute. La verità la sapremo tra mesi, comunque è importante che dei municipali siano venuti e si siano messi a disposizione della magistratura per diverse ore. Ora altri diranno e se ho sbagliato, se ho sbagliato non scappo di certo”.
Lorenzo Quadri: “Denuncia politica”
Tra i municipali intervenuti ai microfoni della stampa anche Lorenzo Quadri, che non ha esitato ad accusare parte della politica e della stampa: “Il Municipio è stato interpellato perché c’è stata una denuncia sostanzialmente politica, perché qui si sta facendo un sacco di politichetta e si sta montando la panna a scopo politico su questi eventi. La monta chi fa denunce non molto fondate e la monta la stampa che ovviamente è tutta schierata da una parte”.
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