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Ticino
Verità irriverenti, le ultime battaglie di Dick Marty
Redazione
3 anni fa
Esce oggi il libro di Dick Marty, ex procuratore generale e già consigliere agli Stati, in cui racconta la sua vita sotto scorta, ma anche le sue riflessioni sullo stato della democrazia e sulla politica.

"Verità irriverenti". È il titolo dell'ultimo libro del già consigliere agli Stati ed ex procuratore generale Dick Marty, che esce oggi nelle librerie ticinesi. Un saggio in cui racconta la sua vita "sotto scorta" dopo essere finito nel mirino di pericolosi ambienti dei Balcani. Ma si concentra anche sul presente: sulla crisi dello Stato di diritto, sulle fragilità della democrazia e sulla neutralità elvetica. In una lunga intervista al Corriere del Ticino, Marty ha spaziato tra i diversi argomenti, parlando del preoccupante assenteismo alle urne in occasione delle ultime elezioni federali, la cui campagna è stata "di una pochezza disarmante"; della necessità di avere "partigiani della democrazia" che "trascinano, creano discussione e non si limitano a messaggi di tre o quattro parole sui social"; della sinistra e la sua "rigidità dogmatica" e del PLR, che è cambiato notevolmente. "Una volta in Ticino il PLR era un partito popolare, con una ben definita sensibilità sociale, chiaramente interclassista. Tutte cose che oggi non ci sono più".

Perché scrivere

La necessità di scrivere, ha spiegato al giornale di Muzzano, è scaturita per una sua esigenza personale. "Poi ho pensato che condividere certe esperienze poteva essere utile, come semplice testimonianza, senza ergermi a un monito. Ogni cittadino che è testimone di qualcosa che interessa il bene pubblico ha un certo dovere di testimoniare. Anche per far vedere da che parte sta. L’ho sempre fatto senza fare calcoli. L’ho anche pagato. Ma è qualcosa che mi ha fatto stare meglio. Non l’avessi fatto non potrei guardarmi nello specchio".

La battaglia contro la malattia

Dopo tante battaglie, l'ex magistrato ticinese deve ora affrontarne una ancora più dura, quella con la malattia con cui fa i conti da tempo. "Sono cosciente che questa è una battaglia che non si può vincere. Presiedo da anni una fondazione sulla ricerca e so perfettamente a che punto mi trovo. Per una volta non sono io il regista della strategia di difesa. Ma, dopotutto, certe cose quando accadono alla mia età non sono uno scandalo. È uno scandalo se succede ai giovani. Però è vero che quando il tempo che ti rimane è più che contato, cambia la prospettiva, ti mette in una situazione particolare. Allo stesso tempo, ti permette anche di apprezzare meglio ogni giorno, di andare a spasso e contemplare un albero, magari chiedendoti ‘Chissà se lo vedrò ancora…’”.