
La richiesta fatta recentemente dal presidente del Gran Consiglio Gianrico Corti e dall'Ufficio presidenziale, di poter usufruire di un auto di Stato durante le visite di rappresentanza - notizia anticipata da TeleTicino - non ha lasciato indifferente diversi politici ticinesi.
Il primo a prendere posizione su Facebook - non risparmiando critiche - è stato il consigliere comunale UDC di Lugano Tiziano Galeazzi: "Certo che se questi sono i problemi del Ticino siamo messi male! Altro che auto blu ticinesi ... Che si cerchi di risolvere il problema dei posti di lavoro, piuttosto di lamentarsi sulle auto di stato. Arcobaleno o biciclette x tutti! Vergogna !".
Mentre per Germano Mattei di Montagna Viva la richiesta di Corti è più che legittima. In un suo post Mattei ricorda un episodio avvenuto lo scorso maggio: "il simpatico Presidente Corti ha ragione e pensavo che era già così. A Sornico il 25 maggio per l'Associazione ALPA era con l'auto nera, ma mi avvedo che era con il Consigliere Gobbi che gli aveva dato un "passaggio". Il ruolo va anche onorato da parte dello stato...la semplicità è cosa impagabile, ma in un giorno magari tanti impegni da Chiasso a Fusio (una volta non dico Airolo!) e nemmeno un autista?Si può fare tutto, ma è umanamente anche un po' pericoloso per il Presidente e magari anche per gli utenti della strada...tochem fer...magari un problema di secondo ordine, ma da risolvere...anche un tocco di signorilità nel l'aver segnalato la tematica a fine mandato...sempre signorile!"
A Cherubina Ravasi consigliera comunale PLR di Lugano, sembra che si stia esagerando: "Auto blu, cariche municipali a tempo pieno. A me sembra che si stia esagerando un filino. Certo che se il ruolo di "primo cittadino" vien tirato in ballo per ogni starnuto (non parlo di assemblee e occasioni importanti) ... non ci si salva più. Considerazione mia personale, critichiamo l'Italia e pian piano vogliamo imitarla, ma ricordiamoci che noi siamo solo un fazzoletto di terra. Vabbè, staremo a vedere".
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