
Prosegue impasse all’interno del Gruppo parlamentare dei Verdi, che vede opposti da un lato i tre deputati esclusi dal partito (Tamara Merlo, Franco Denti e Maristella Patuzzi) e dall'altro i tre granconsiglieri fedeli al partito (Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli e Claudia Crivelli Barella).
A fine maggio l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio aveva stabilito che anche in caso di “divorzio” – ergo con Denti, Merlo e Patuzzi in Parlamento come Indipendenti e non più come Verdi – i suddetti deputati non avrebbero automaticamente perso il posto nelle Commissioni in quanto eventuali sostituzioni devono essere decise dal Gruppo stesso. Anche per quel che riguarda i finanziamenti pubblici, l’Ufficio presidenziale aveva stabilito che spetta al Gruppo trovare un accordo e che fino a quel momento il versamento sarebbe stato congelato.
I Verdi, come spiegatoci da co-coordinatore Ronnie David, non avevano condiviso tale decisione. E così è stato. Allo stato attuale, a poco più di un mese dalla decisione dell’Ufficio presidenziale, il tutto è ancora fermo a uno scambio di perizie legali.
“Ha deciso di non decidere - commenta Nicola Schoenenberger – È anche vero che si tratta di una fattispecie nuova. Da parte dei tre deputati Indipendenti non c’è stata la disponibilità a giungere a un accordo, la matassa da sbrogliare resta ancora intricata”.
“Il conflitto c’è solo a livello di Gran consiglio, con le rivendicazioni di Merlo, Denti e Patuzzi che cambiano a ogni tornata”. La pace, in ogni caso, sembra sempre più improbabile. “Gli scenari possibili sono tre: o i finanziamenti vengono riversati per il 50% ai Verdi, oppure vengono riversati interamente come da accordi presi a inizio legislatura in un’impegnativa sottoscritta dai granconsiglieri oppure il Gruppo si spacca e salta tutto, compresi i posti nelle Commissioni”.
Non resta quindi che aspettare…
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