
L'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio si è chinato oggi sulla diatriba interna che vede opposti, da un lato, i tre deputati esclusi dal partito (Tamara Merlo, Franco Denti e Maristella Patuzzi) e dall'altro i tre granconsiglieri fedeli al partito (Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli e Claudia Crivelli Barella), rammentando che in base alla Legge sul Gran Consiglio il Gruppo viene costituito a inizio legislatura (quindi rimane quello attuale) e ogni Gruppo designa i commissari ai quali ha diritto e procede a eventuali sostituzioni durante il quadriennio.
Il Gruppo, quindi, dovrà trovare un accordo sulla sostituzione di eventuali membri nelle Commissioni ma non perderebbe alcun posto anche in caso di espulsione.
Per quel che riguarda i finanziamenti pubblici, per legge essi spettano al Gruppo. Quindi, dal momento al suo interno le posizioni sono divergenti (spetterebbero al Partito ma i tre deputati dissidenti vorrebbero bloccarli), l’Ufficio presidenziale ha stabilito che tocca al Gruppo stesso trovare un accordo e che fino a quel momento non si sente di effettuare un versamento su un conto non condiviso.
Sia per i posti nelle Commissioni sia per i finanziamenti toccherà al Gruppo trovare una soluzione condivisa. Ed essendoci una situazione di perfetta parità, per ora è impasse e nelle Commissioni continuano a sedere i deputati designati a inizio legislatura.
Lo scenario più probabile appare comunque quello del "matrimonio forzato" fino alle elezioni cantonali del 2019. Ma non si escludono colpi di scena. Mercoledì sera i vertici del movimento ecologista si riuniranno per decidere come procedere.
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