
È frattura, frattura seria, tra il partito socialista e i Verdi. L’iniziativa popolare contro l’investimento dell’Azienda elettrica ticinese nel carbone e nella centrale di Lünen, annunciata dagli ecologisti, divide i due partiti. Come riporta oggi la Regione, giovedì scorso c’è stata una riunione tra Francesco Maggi, deputato dei Verdi, e alcuni rappresentanti di PS, Pro Natura, WWF e Associazione dei consumatori. Un summit per vagliare una strategia d’azione comune. I partner pongono le loro condizioni per aderire all’iniziativa. E soprattutto un veto: la Lega, nonostante la dura opposizione contro il carbone di Lünen in parlamento, deve restare fuori dall’operazione. Per due ragioni: le posizioni ambientali dei leghisti, lontanissime dalla sinistra e dal mondo ecologista. E due: per il timore che dietro l’opposizione della Lega ci sia la volontà di favorire le Aziende industriali di Lugano (Ail), potenzialmente interessate all’affare del carbone tedesco, qualora AET venisse tagliata fuori. Maggi consulta la Direzione dei Verdi che giudica inaccettabili le condizioni poste dagli altri partner. E decide di lanciare in solitaria l’iniziativa popolare. Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi: "Si fa un attacco ai Verdi invece di attaccare la lobby del carbone, invece di prendersela con PPD e PLR che hanno sostenuto il progetto. Noi abbiamo chiesto alle due forze che si sono opposte in Parlamento di entrare nel comitato promotore dell'iniziativa, un gesto di galateo politico visto che non eravamo obbligati a far entrare nessuno. Se vogliamo vincere questa battaglia servono i voti e il sostegno di tutti. Si vince solo se si tirano assieme tutte le persone pronte a sostenerti, a sinsitra e a destra. Se non si fanno votare uniti questi gruppi, noi perdiamo la battaglia."
Questa situazione, secondo Savoia, segna un punto di rottura definitiva con l’attuale dirigenza socialista.Ecco la replica di Manuele Bertoli, presidente del PS: "Ben vengano tutte le forze che dall’esterno sono pronte a sostenere l’iniziativa. Ma stiamo molto attenti a chi facciamo entrare all’interno del comitato promotore. Infatti la Lega a sostegno dell’iniziativa anti-Lünen porta argomenti diversi dai nostri e da quelli dei Verdi che sono squisitamente di carattere ambientale, tanto che sul tema ha fatto un suo rapporto di minoranza. In più vi è il sospetto che si voglia escludere AET dall’affare per poi farlo gestire dalle AIL. Se le cose stanno così, non vogliamo che si mandino avanti gli ambientalisti per poi far saltare fuori scheletri dall’armadio che possono risultare zavorre al momento del voto per gli obiettivi che si vogliono raggiungere”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

