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Ticino
Verdi liberali ticinesi in lista per il Nazionale
Redazione
11 anni fa
Ecco i nomi: Corinne Häberling, Florence Cavadini, Micol Venturino, Massimo Mobiglia, Franco Marinotti, Nicolas Brianza e Stefano Pesce

I Verdi Liberali hanno deciso nella loro ultima assemblea di presentare una propria lista per il Consiglio nazionale per le prossime elezioni federali.

La lista includerà i seguenti nominativi: Corinne Häberling, Florence Cavadini, Micol Venturino, Massimo Mobiglia, Franco Marinotti, Nicolas Brianza e Stefano Pesce.

Nel corso dell’assemblea sono state elencate le possibilità di congiunzione delle liste con correnti politiche più prossime e sono pure stati definiti alcuni temi importanti su cui concentrarsi. Tra questi il partito cita in particolare il risanamento della galleria del San Gottardo e pure quello di ridare competività al lavoro. 

"Nel corso della campagna elettorale" si legge nella nota inviata dal partito, "i Verdi liberali attireranno l’attenzione sugli innumerevoli modi in cui si penalizza la creazione di valore, proponendo sia un approccio complessivo sia soluzioni concrete per ridare competitività al lavoro. Uno degli ambiti dove è evidente la necessità di miglioramenti è quello relativo alle misure per finanziare l’AVS nel lungo periodo. Tutti i partiti, per non perdere consensi elettorali, sembrano indirizzarsi verso una soluzione con aumento di IVA e maggiori trattenute salariali. I cambiamenti demografici fanno diminuire il numero di persone attive, non è quindi sostenibile continuare a caricare la fascia di persone che lavora con oneri aggiuntivi. È sempre più urgente intervenire sugli altri fattori di produzione, come l’energia. I Verdi liberali, continueranno in modo responsabile a segnalare le conseguenze nefaste di questa politica di breve periodo, che incide fortemente sulle famiglie che lavorano e che riduce la competitività dei prodotti e dei servizi svizzeri.

Per quanto riguarda il risanamento della galleria del San Gottardo, I Verdi liberali ticinesi sottolineano che i lavori proposti dal Consiglio federale "non portano benefici concreti per il transito normale di passeggeri e merci. Una spesa miliardaria che trasformerà la Svizzera in un corridoio stradale delle merci pericolose dell’Europa, portando paradossalmente a una diminuzione della sicurezza, non solo all’interno della galleria, ma su tutto l’arco stradale. Una scelta che è in totale contrasto con l’articolo costituzionale relativo alla protezione delle Alpi e la volontà degli Svizzeri di trasportare le merci su ferrovia. Senza i lavori di adeguamento alle normative per il transito di merci pericolose la chiusura del tunnel per tre anni non sarebbe necessaria. I lavori di risanamento strettamente finalizzati al mantenimento e miglioramento della funzionalità e della sicurezza della galleria esistente, necessari in qualsiasi caso, sono molto più limitati e a costi chiaramente inferiori. La Svizzera, nell’ambito dei trasporti è molto avanti ed ha investito decine di miliardi nella costruzione di traversali alpine di nuova generazione. Per i verdi liberali, anziché investire in progetti boomerang, è ora necessario procedere verso l’ammodernamento dei mezzi di trasporto ferroviario per renderlo adatto alle necessità della moderna logistica".

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