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Locarnese
Verbano un metro sotto la media, bacini solo al 40%
La lunga fase di caldo e siccità lascia il segno anche sulle riserve d'acqua del cantone - E se i temporali portano un po' di sollievo, non bastano a invertire una tendenza che preoccupa

La lunga fase di canicola e la scarsità di precipitazioni continuano a lasciare il segno sui laghi e sui fiumi ticinesi. Se il Ceresio, grazie alla riduzione della portata in uscita decisa alcune settimane fa, si mantiene ancora su valori vicini alla media stagionale, la situazione è ben più delicata per il Lago Maggiore, «che registra un livello di circa un metro inferiore rispetto alla media del periodo», fa sapere il sostituto capo Ufficio dei corsi d'acqua, Andrea Salvetti. I temporali degli ultimi giorni, così come quelli previsti nelle prossime ore, possono offrire un sollievo solo temporaneo, ma non sono sufficienti a invertire una tendenza che dura ormai da settimane.

Bacini ai minimi degli ultimi dieci anni

Anche i bacini idrici risentono della persistente siccità. «Attualmente il loro grado di riempimento si attesta attorno al 40%, un valore che, per il mese di luglio, rappresenta uno dei più bassi registrati nell'ultimo decennio», ci ha spiegato il capo Ufficio dell'energia Luca Gut. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia la portata del fenomeno: all'inizio di luglio del 2024 i bacini erano pieni all'86%, mentre nello stesso periodo del 2025 il livello oscillava tra il 55 e il 65%.

Preoccupazione anche per il prossimo inverno

Al momento è ancora presto per valutare quali potranno essere le conseguenze sull'approvvigionamento elettrico durante la stagione invernale. Tuttavia, se la fase di caldo e precipitazioni scarse dovesse proseguire anche nelle prossime settimane, la situazione potrebbe richiedere misure per garantire la disponibilità delle risorse idriche ed energetiche nei mesi più critici.