
Il procuratore generale John Noseda ha deciso di impugnare la sentenza con la quale giovedì scorso in Pretura penale a Bellinzona il giudice Marco Kraushaar ha prosciolto il municipale socialista di Massagno Adriano Venuti dall'accusa di diffamazione contro un defunto.
Venuti aveva definito il compianto leader della Lega Giuliano Bignasca "un drogato che non ha scontato in prigione le sue condanne grazie a un certificato medico". Una frase che Noseda ritiene gravissima in quanto "diretta a un morto che non può difendersi". Ma giovedì in Pretura il giudice ha accolto la tesi del legale di Venuti, avvocato Emanuele Verda, secondo il quale sono gli stessi famigliari di Giuliano Bignasca a far di tutto affinché il defunto sia ricordato, usando la sua immagine ovunque.
Venuti era quindi stato prosciolto da questa accusa e condannato unicamente per ingiuria nei confronti del deputato leghista Massimiliano Robbiani.
Ma la sentenza non è definitiva: dato che Noseda ricorre, si tornerà a parlare del caso in Appello.
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