
Da 20 anni Cornèrcard è protagonista del mercato svizzero delle carte di credito con soluzioni che uniscono sicurezza, flessibilità e servizi digitali. In occasione dell’anniversario, il direttore Alessandro Seralvo ripercorre insieme a Diego Gilardoni – futurista, leadership advisor e speaker – l’evoluzione di Cornèrcard, parlando delle nuove aspettative dei clienti e del ruolo che innovazione, fiducia e tecnologia avranno nel futuro dei pagamenti in Svizzera.
Il modo migliore per anticipare il futuro, diceva Peter Drucker, è crearlo. Una massima che, di fronte agli sconvolgimenti geopolitici, alle riconfigurazioni socio-culturali e al potenziale dirompente delle rivoluzioni tecnologiche in corso, ben riassume il senso della sfida che attende oggi ogni organizzazione che intenda restare rilevante in un mondo in profonda trasformazione.
La sfida è epocale e, ovviamente, non risparmia nemmeno Cornèrcard, che quest'anno taglia il traguardo dei vent'anni. Un anniversario particolarmente significativo se si considera che si inserisce nel solco lasciato nel 1975, quando Paolo Cornaro lanciò la prima carta di credito in Svizzera in quella che fu la prima di tante scommesse vinte che hanno fatto di Cornèrcard uno dei marchi più solidi e riconosciuti del Paese.
A guidare Cornèrcard dagli inizi è stato Alessandro Seralvo, entrato in Cornèr Banca nel 1999, che così ricorda quel momento di cambiamento: «In quegli anni il mercato cresceva in modo organico e costante, senza scossoni, e, con esso, i nostri margini. Ma tutto cambiò con la decisione di Coop e Migros di proporre carte di credito a un costo irrisorio. Fu un vero choc, che ci costrinse a cercare nuove vie per garantirci un futuro. E la via scelta, che non era certo la più facile, fu di offrire ai nostri clienti due carte al posto di una (introducendo Mastercard a tutti i titolari) e, soprattutto, di creare un nuovo brand».
Allora la divisione carte della banca si chiamava «Bank Card Center», un nome inadeguato alle sfide del marketing moderno. E fu così che si decise di trovare un nuovo nome che potesse catturare l’identità dell’azienda rafforzandone il profilo in un mercato in rapida trasformazione. «Oggi siamo un brand forte», afferma Seralvo, «ma non possiamo dimenticare che allora le carte non erano lo strumento di pagamento privilegiato degli svizzeri, e quindi non era per nulla scontato che potessimo vincere quella scommessa. Ci volle molto coraggio e quel coraggio deve continuare ad ispirarci oggi che guardiamo a un futuro denso di sfide».
Il coraggio di cui parla Seralvo è quello dei pionieri, che non sarebbero tali se non pensassero fuori dagli schemi, vedendo l’incertezza non come minaccia ma come orizzonte di possibilità. Ed è infatti con questo spirito che Cornèrcard si è sempre messa in gioco, riuscendo così a realizzare primati invidiabili.
Già prima della creazione del nuovo brand, la divisione carte della Cornèr Banca era stata la prima, nel 2003, ad introdurre la duality Visa/Mastercard nell’acquiring. Racconta Seralvo: «Fu un traguardo notevole, che colse tutti di sorpresa, soprattutto nella Svizzera tedesca. Ricordo ancora che, in una riunione del Verband Elektronischer Zahlungsverkehr, il Presidente, rivolgendosi a quegli attori del settore che ci guardavano con sufficienza, disse testuali parole: «Voi non capite nulla, ora il vento soffia da Sud».
Con l’avvento di Cornèrcard il vento da Sud si fece ancora più impetuoso e il brand, grazie anche a campagne di marketing molto innovative, si ritagliò rapidamente un ruolo di primo piano sul mercato svizzero. E fu così che furono realizzati altri successi e primati, come la partnership strategica con Miles & More nel (2001) o la realizzazione della prima transizione sicura di Visa a livello europeo nel 2002.
Ma il traguardo di cui Alessandro Seralvo va più fiero è il lancio di Apple Pay nel 2016, primi in assoluto nell’Europa continentale, visto che la Svizzera fu il secondo Paese europeo ad adottare il nuovo modello di pagamento dopo il Regno Unito. E fu per questo che, per un certo periodo, Londra divenne teatro di alcune avventure un po’ corsare che videro come protagonisti lo stesso Seralvo e il suo braccio destro di allora Giovanni Bettoni.
«Per dare un’idea di quanto la tecnologia fosse rudimentale», racconta Seralvo, «ricordo che tentammo più volte di pagare col telefonino in un negozio di Harrods, mandando in tilt il loro sistema di pagamento e facendo infuriare gli altri clienti. Lo stesso accadde da McDonald’s, dove, a un certo punto, un impiegato che ci conosceva ormai fin troppo bene, preferì non farci pagare pur di evitare un collasso del sistema. Le nostre incursioni nel quartiere erano diventate così regolari che in un negozio di doughnut nei pressi della stazione di Paddington Giovanni veniva accolto entusiasticamente come un habitué di lungo corso».
Al di là dei servizi e dei prodotti creati dal 2006 ad oggi, per Seralvo è inoltre essenziale ricordare il ruolo giocato dal settore sponsoring ed eventi, allora inesistente ed oggi cuore dell’anima di Cornèrcard: «Il punto di svolta fu l’introduzione di Emotions by Cornèrcard, fra il 2008 e il 2009, che trasformò la percezione del brand da servizio di pagamento a vettore di emozioni. E da allora nel mondo sponsoring ed eventi in Svizzera siamo diventati un attore di primissimo livello, al punto che la È di Emotions è ormai riconoscibile quasi come la M di Mercedes ed è diventata simbolo di Cornèr e Cornèrcard».
Il riferimento alle emozioni non è solo una strategia di marketing, ma riflette lo spirito autentico di un brand che pone la persona al centro. «La componente umana è sempre stata essenziale ed è ciò che ci distingue dagli altri», afferma Seralvo. In questa prospettiva si inserisce anche l’attenzione al servizio clienti, fondato su qualità e relazione personale: un team di collaboratrici e collaboratori basati in Svizzera, attivo 24 ore su 24 e in grado di assistere la clientela in quattro lingue – tedesco, francese, italiano e inglese – garantisce un contatto diretto e competente, in linea con la tradizione di prossimità dell’istituto. «E auspico che lo sarà anche in futuro, pensando alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Credo che il modo con cui potremo continuare a distinguerci sarà di utilizzare in modo smart l’intelligenza artificiale. E questo potrebbe significare, ad esempio, adottarla ampiamente per prodotti di massa e di minor valore aggiunto, mantenendo invece al centro la dimensione umana nei prodotti e nei servizi di più alta gamma».
Guardando al futuro, in un mondo in subbuglio caratterizzato da un’incertezza difficile da decifrare, la risposta non è cercare confortanti certezze che possono solo rivelarsi illusorie. La risposta è, semmai, aggiornare le proprie mappe mentali per orientarsi in un mondo nuovo, abbracciando l’incertezza come promessa di opportunità, forti di una chiarezza strategica resa possibile da una visione chiara. Una visione che non nasca in un’agenzia di marketing, ma da una lunga storia plasmata da valori solidi e condivisi.
Una storia, appunto, come quella di Cornèrcard, da cui tanto si può imparare per rivolgersi al futuro con coraggio e determinazione. Alessandro Seralvo ne è convinto: «Fra dieci anni Cornèrcard assomiglierà a quella di oggi? Penso proprio di no. Ma l’anima di Cornèrcard? Spero proprio di sì, anche perché è solo mantenendo viva quest’anima che sapremo trovare le idee, le energie e le prospettive giuste per continuare ad essere al passo coi tempi e, quando possibile, anticiparli».

